venerdì 7 febbraio 2020

CROCEROSSINA DEL 1917, DURANTE LA GRANDE GUERRA


CROCEROSSINA del 1917, durante la Grande Guerra.
Il diploma sopra riportato è stato rilasciato alla Sig.ra Delia Marchi di Lucca a fronte della frequenza del “Corso Teorico–Pratico nella Scuola del Comitato di Lucca ed avendo superato gli esami finali prescritti” e pertanto “potrà essere arruolata nel Corpo delle Infermiere della Croce Rossa Italiana”.

Delia Marchi con il fratello Mario, ufficiale d'artiglieria, la madre e il fratelo minore.

La nascita del Corpo Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana risale al 1908, ma la Grande Guerra rappresenta il primo caso nel quale si verificò una mobilitazione su vasta scala di Infermiere Volontarie della Croce Rossa. Delia Marchi diviene crocerossina anche per la partecipazione del fratello Mario alla grande Guerra come ufficiale d’artiglieria.
Ved. “Il soldato Fabio Lena di Bagni di Lucca, ferito al fronte della Grande Guerra” – blog “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”.
Nella parte inferiore del diploma è riportata a stampa la firma “Helena di Francia. Duchessa d’Aosta”, che aveva la nomina di ispettrice generale delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana.
Ved. “La Duchessa d’Aosta e il “Modesto territoriale”- Guerra del 15-18”– blog “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”.
Assieme al diploma è conservata una serie di appunti presi da Delia Marchi durante il periodo di frequenza del corso, ma rielaborati dopo il 1917 per riferimenti al periodo fascista.
Pg. 1



CRI
-       L’uniforme è obbligatoria in servizio.
-       Le infermiere volontarie debbono portare il distintivo del PNF sulla mantellina, a sinistra del petto al disopra della Croce rossa di panno
-       I nastrini delle devozioni si portano nel mantello sotto la mantellina e nel vestito. Sul grembiule si porta unicamente il nastrino o la spilla del diploma.
-       Uniforme
-       Vestito di mille righe bianco con cuore rosso, di stoffa lavabile, sul petto (lunghezza non oltre cm 30 da terra)
-       Grembiule di mussola bianco con croce rossa lavabile 9 x 9
-       Manichini di mussola bianca ( da mettere sotto la manica del vestito)
-       Velo bianco con croce rossa ricamata e striscia inamidata con elastico
-       Cuffia bianca con cuore rosso ricamato
-       Calze e quanti bianchi lavabili
-       Scarpe di tela bianca con cinturino (tacco gomma [?] basso)
-       Mantello bleu con colletto bianco e [?] di panno sulla mantellina 6x6 (lunghezza non oltre 30 cm da terra)
-       Velo bleu (come il mantello) frontino con croce ricamata e striscia inamidata come sotto-velo bianco

Pg. 2


Tessera personale di riconoscimento con fotografia.
I veli portati sulla fronte parallelamente alle sopracciglia 2 cm sopra.
Distintivi di servizio
Medaglia diploma con nastro bianco listato di rosso, da portarsi in cerimonie sul vestito o sul mantello, sotto la mantellina.
Sul grembio si porta la croce di stoffa lavabile ed il nastrino o lo spillo della medaglia di diploma – La medaglia o il suo nastrino vanno portati a sinistra del petto tanto sul vestito come sul mantello sotto la mantellina.
Grado sup – medaglia di diploma o nastrino della medaglia sormontati da una sbarretta in argento con dicitura “grado sup.”
Croce di stoffa lavabile 9x9 sul vestito al centro del petto – e in servizio nel grembio -
Croce di panno rosso 6x6 per mantello da portarsi sulla mantellina a sinis. 5 cm dal centro davanti e a 20 cm dal collo.
Ispettrice Nazionale spalline in linoseta [?] d’argento su panno scarlatto con 2 stellette d’oro.
Vice Ispett. Nazionale (con una stelletta) c. s.
Ispettrice regionale spalline in tessuto bianco su panno scarlatto.
Ispettrice del comitato sottocomitato spalline con 3 sbarrette di metallo.

Pg. 3 

Vice ispettore – spalline con due sbarrette
Capo Gruppo spalline con una sbarretta
Capo sala spalline senza sbarrette.
--
In servizio ordinario solo i nastrini-
Ordine delle decorazioni
1 medaglia d’oro al valor militare ecc.
2 medaglia d’argento-
3 croce di guerra al valor militare
4 medaglia d’oro d’argento di bronzo al valore civile
5 medaglia dei benemeriti salute pubblica
6 medaglia commemorazione campagna 1911-12 Italoturca e Libia
7 medaglia al merito di sanità pubblica
8 croce al merito di guerra
9 medaglia commemorativa nazionale alla guerra 1915, 1918
10 medaglia a ricordo unità d’Italia
11 medaglia comune della spedizione di Fiume
12 medaglia comune operazioni militari A.O.
28 medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo austriaca 915-18 
29 medaglia commemorativa della marcia su Roma
13 medaglia al merito C.R.I.
La medaglia di diploma d’infermiera o il nastrino o spillo si mettono sopra la prima fila delle decorazioni -
La medaglia Nightingala a sinistra della medaglia di diploma –
Le decorazioni estere si portano dietro ordine dell’Ispettrice –

Pg. 4


Modelli
Vestito fig. 1 intero con cuciture nel mezzo del dietro e sui fianchi, che si allargano verso il basso per dare ampiezza alla gonna-
Il davanti del vestito è formato da due parti. La parte sinistra va sotto la destra e si fissa internamente alla spalla destra con automatico ed alla cintura con una fettuccia che la lega alla cucitura del fianco destro.
La parte destra si sovrappone alla sinistra e si abbottona alla spalla sinistra alla vita con bottone (cm 1 di diam.) ed al fianco con 3 bottoni (cm 2 di diam.) il primo bottone è al livello della cucitura e gli altri due seguono alla distanza l’uno dall’altro di cm. 10.
Lo stesso lato destro sovrappone, sotto la cintura fino a cm 10 dalla cucitura del fianco sinistro.
Manica corta cm 5 sopra il gomito e ripresa da un cugno [?]-
Taschina di cm 9 x 11 a destra sul petto.
Tasca di cm 12 x 15, a destra della sottana e a cm 7 dalla citura.
Colletto movibile di millerighe con risvolti di cm 6 e angoli arrotondati, su di un cinturino di mussola alto cm 1 e mezzo –

Pg. 5




Cintura alta cm 4 che si abbottona sul I° bottone che ferma la sottana.
Il vestito deve essere alto da terra cm 30.
Grembiule fig. 2
In mussola bianca da coprire il vestito oltre i fianchi, pettina larga che arriva al disotto del colletto rivoltato. La mussola deve essere alta cm 90 e si eseguisce in 3 pezzi – un telo centrale  sgheronato [fatto a gheroni, cioè a strisce triangolari di stoffa cucite insieme con le punte rivolte verso l’alto] e uno tagliato, a metà sgheronato dal lato che va cucito da una parte e dall’altra a quello di mezzo e col diritto esterno.
Manichine fig. 3
In mussola bianca con polso alto cm 6 chiuso con due bottoni- La parte superiore è trattenuta al disopra del gomito da un elastico ed è … dotta [?] sotto la manica del vestito.
Frontino
Amidato durissimo a forma, alto cm 8 nel mezzo davanti, lungo 40 cm.
Velo bianco
In opalina cotone cm 80x80 orlo a giorno a mano alto cm 2 ½.
Si applica coll’orlo ripiegato al disotto della striscia inamidata al contatto della fronte al centro dela fronte croce rossa ricamata sul velo stesso.
Cuffia bianca fig. 4
In giaconetta [Tessuto di cotone leggero usato per abiti estivi] composta di due pezzi di sbrego [strappo] cuffia e frontina con croce rossa ricamata

Pg. 6


Vestito di contonina [?] blue come il bianco con colletto millerighe bianco.
Mantello
In lana blue scuro, taglio dritto maniche attaccate con automatici o movibili
Nel mezzo della vita in fondo deve avere un cannello della larghezza di cm 30.
Collo chiuso rivoltato con sopra un risvolto di battista bianca con orlino a giorno a mano di cm 1.
Mantellina che arrivi a cm 10 sotto la cintura con nel centro un bottone automatico.
Le due tasche esterne applicate a toppa ai lati ed al punto ove finisce la mantellina, sono chiuse con una mostrina a patta e bottone.
All’interno del mantello, nella fodera sotto il petto una taschina nella quale entri un piccolo portafoglio (la lunghezza 30 cm da terra)
S’abbottona al centro con 7 bottoni distanti cm 9 l’uno dall’altro.
L’abbottonatura sovrappone sul lato sinistro che deve essere più largo per lasciar meglio incrociato il mantello.
I bottoni d’osso nero devono avere cm 2 di diam. E 4 buchi. I bottoni per le maniche cm 1 di diam. e 4 buchi
Pg. 7

sulla mantellina a sinistr. Cm20 dalla spalla, la croce di panno rosso 6 x 6
Velo bleu In crespo di seta 90 x 90 orlo a giorno cm 2 ½. Sul davanti del velo si applica il frontino di battista di lino alto 8 ½ cm con la croce rossa ricamata al centro e tutto viewne applicato sulla striscia amidata
[figura]
Casco di tela bleu – fig. 5 – aderente al capo in modo che copra i capelli e le orecchie. Formato di 4 pezzi – due laterali e due centrali, nel centro avanti croce di panno rosso cm 3 x 3

Disegni :









































giovedì 26 dicembre 2019

FOTOGRAFIE MILITARI DI FINE '800


FOTOGRAFIE MILITARI DI FINE ‘800
Nelle carte conservate del Cap. Enrico Pellegrini, deceduto a Massaua (Eritrea) nel 1886 [la vita è pubblicata in: “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”] compaiono molte fotografie che ritraggono gruppi di militari italiani del genio.
Le immagini si riferiscono al periodo trascorso in Italia, prima  di dare  le dimissioni da aiutante maggiore di prima e imbarcarsi per la neo colonia eritrea.
Di seguito alcune fotografie.  





mercoledì 25 dicembre 2019

RICORDI DELLA GRANDE GUERRA DEL TEN. ENRICO PELLEGRINI DI BORGO A MOZZANO.


Ricordi della Grande Guerra del ten. Enrico Pellegrini
di Borgo a Mozzano.

Di seguito sono riportati alcuni documenti che si aggiungono a quelli già pubblicati “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com” : 
-       CARTOLINA DEL 3 NOVEMBRE 1918 ALLE “ CARE CITTINE DAL TEN. ENRICO PELLEGRINI
-       GUERRA DEL 15-18: LO SCAPACCIONE AL SOLDATO FRATE
-       LA DUCHESSA D’AOSTA E IL “MODESTO TERRITORIALE”  – Guerra del 15-18
-       SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO DI UN UFFICIALE DURANTE LA GRANDE GUERRA
-       LETTERA ALLA FIGLIA PER IL COMPLEANNO DI OTTO ANNI
-       LA GRANDE GUERRA: LETTERA DEL SOTTOTENENTE ENRICO PELLEGRINI ALLA MOGLIE “DEDE’” – 17/7/17
-       “LETTERINA” AL PADRE, MILITARE DELLA GRANDE GUERRA
-       FOTOGRAFIE DI UFFICIALI DELLA GRANDE GUERRA CON LE LORO FAMIGLIE
-       CARTOLINA DEL EN. ENRICO PELLEGRINI DAL FRONTE NEL GIORNO DELLA VITTORIA – 4 NOVEMBRE 1918


RICEVUTA DELLA SARTORIA “N. DI PONIO” DI ROMA PER UNA “TENUTA VERDE” E UN “BERRETTO” – OTTOBRE 1916

PERMESSO RILASCIATO DAL COMANDO DEL PRESIDIO ITALIANO NELLA CITTA’ DI VALONA IN ALBANIA – 25/3/1917

MEDAGLIA A RICORDO DELLA GUERRA EUROPEA MCMXIV - MCMXVII

MEDAGLIA ISTITUITA A RICORDO DELLA GUERRA EUROPEA MCMXV - MCMXVIII

RICEVUTA “PER  CONTO COOP. COMBATTENTI E MUTILATI”  - 1919

SOLENNE TRIENNALE DELLA MADONNA DEI FERRI  27-28 APRILE 1919






giovedì 14 novembre 2019

LETTERE DI GENTILUOMINI DEL SEICENTO:


Lettere di gentiluomini del seicento.

Le 5 lettere sono raccolte nel nuptialia che il prof. Francesco Pellegrini dedica all’amico prof. Vittorio Puntonie e alla sig.ra Emma Giacomelli, in occasione delle loro nozze, celebrate il 24 ottobre 11885.

                              Prof. Francesco Pellegrini                             Prof. Vittorio Puntoni
               Membro della Reale Accademia Lucchese      Rettore dell’Università di Bologna

























Gentiluomini scriventi, riceventi e citati nella corrispondenza



Lorenzo Malagotti (1637 - 1712), 

di famiglia 
aristocratica fiorentina, fu scienziato, 
letterato e diplomatico al servizio del 
Granducato di Toscana. Accompagnò il 
principe Cosimo dei Medici nel viaggio 
per conoscere i paesi europei, il quale, 
divenuto Granduca di Toscana (Cosimo III°) l
o nominò gentiluomo di camera.





Don Salvatore Quasparini, ( ? - 1691) 

di nobile famiglia lucchese, fu 
segretario di molti cardinali e
 da ultimo segretario della repubblica 
lucchese presso la Corte medicea.









Pompeo Quasparini, ( 1636 - ?) 

di nobile famiglia lucchese e 
fratello minore di Don Salvatore, 
fu un fiorente commerciante di sete
 a Lione.











Cosimo III de Medici (1642 – 1723) 

 fu il penultimo Granduca di Toscana 
della famiglia Medici. Da principe,
essendo vivo il padre Ferdinando II°, 
effettuò molti viaggi in Spagna
Portogallo, Francia etc. accompgnato 
dal marchese Filippo Corsini, 
Lorenzo Magalotti e Paolo Falconieri.



 



Falconieri Paolo (1634 -1704),

di facoltosa famiglia fiorentina, 
Dotato di elevate conoscenze artistiche
e letterarie fu in relazione col 
Malagalotti e attraverso i buoni
uffici di questi  divenne gentiluomo 
della corte medicea. 






 


Filippo Corsini (1647-1705), 
discendente da nobile famiglia fiorentina
 e amico d’infanzia e compagno di
 viaggio del principe Cosimo de Medici, 
presto s’inserì nella vita della corte medicea.











Lettere

1) Lettera del 16 gennaio 1669, inviata al Sig. Salvatore Guasparini a Pisa da Lorenzo Malagotti a Parigi.
Ancorchè io creda, che avanti giunga questa mia lettera Lei avrà già saputo che la febbre di mio fratello è stata cagionata dal passaggio da una stanza molto calda al freddo. Tengo tuttavia a confermarglielo per rispondere alla suo gentile premura dimostrata per la salute di persona non legata da amicizia o da dovere. Per questo mio fratello ed io desideriamo servire Vostra Signoria, sebbene la nostra abilità sia così limitata. Si compiaccia per tanto cooperare (impiegandoci frequentemente nel di lei servizio) per darci soddisfazione. Obbligatissimo Servitore Affezionatissimo.
















2) Lettera del 2 agosto 1669 inviata a don Salvatore Guasparini a Firenze, da Lorenzo Malagotti a Parigi.
Vostra Signoria è troppo cortese e obbligante verso di chi può contare molte grazie ricevute …. La lettera prosegue dichiarando non aver potuto accettare l’invito a essere ospitato a Lione dal fratello di Don Salvatore, Pompeo, per non lasciare solo Paolo Falconieri col quale è partito dall’Italia.  Assicura tuttavia che in seguito approfitterà dell’invito per visitare Lione.
La lettera termina con la dichiarazione …. io sarò per l’avvenire altrettanto suo [servo], quanto io mi dichiaro al presente di V.[ostra] E.[eccellenza] mio Signore.








3) Lettera del 16 agosto 1669 inviata  al Sig.  Pompeo Guasparini a Lione da    a Parigi.
Vostra Signoria non perde mai occasione alcuna di darmi nuove sicurezze di quella cordialità, che le sta fissa nell’animo per me, e per le cose mie …. Riferendosi alla lettera del 9 agosto, dove Pompeo gli offriva ospitalità assieme al Principe di Toscana (il futuro Granduca di Toscana Leopoldo ??) presso la propria casa in Lione, replica che Sua Altezza continuerà a servirsi dei alberghi, come ha fatto in Spagna e Portogallo. Sottolinea infine che l’offerta scritta di ospitalità è stata mostrata a Sua Altezza …. Resto col mio vero desiderio di servirla, e di accreditarmi sempre più, quale ora mi sottoscrivo di V.[ostra] E.[eccellenza] molto illustre affezionatissimo obbligatissimo servitore.














4) Lettera del 27  settembre 1669, inviata al Sig. Salvatore Guasparini a Firenze da Pompeo Guasparini a Lione.
Non sarò longho a far resposta alla carissima sua [lettera]…  poiché è arrivato in città il Gran Principe, che ha preso alloggio in un albergo sebbene invitato dal Governatore della città. Io ho avuto la fortuna di riverire Sua Altezza presentato dal Sig. Castiglioni. Il Sig. Malagotti è restato a Parigi ammalato, questa sera ho visto il Falconieri , domani riverirò il sig. Corsini e cercherò di acquistar servitù col Principe, che mi ha ricevuto con grandissima amorevolezza.
Obbligatissimo servitore e affezionatissimo fratello.



5) Lettera del 27  settembre 1669, inviata al Sig. Salvatore Guasparini a Firenze da Pompeo Guasparini a Lione.
V.[ostra] S.[ignoria] mi perseguita con atti di gentilezza, ma già avevo deciso di venire a casa sua a Lione. Qesto però avverrà in seguito perché sono molto stanco.