domenica 16 febbraio 2014

PASSAPORTI del DUCATO di LUCCA


 passaporti  del “capo cavallaro” 
delle
 Regie Stalle del Ducato di Lucca

Il “capo cavallaro”, nominato anche aiuto veterinario nei documenti, porta il nome di Michele Codecasa, nato nel “mese di Giugno anno 1797” a Pisa e  “morto il 29 Settembre 1852” a Lucca, come si legge nella bacchetta dei suoi “Ricordi” sotto riportata: 
Bacchetta di Michele Codecasa
Prima pagina della bacchetta
Appunto della nascita per mano del Codecasa e data di morte riportata dai discendenti



1) Passaporto del 1821

in nome di sua maestà
l’infanta
maria luisa
duchessa di lucca
ec. ec.
-------●●●-------
il consigliere di stato presidente del buon governo
incaricato della direzione generale delle poste

Invita tutte le Autorità Civili, e Militari del Ducato, e prega quelle delle Potenze amiche a lasciare liberamente passare il Sig. Michele Codecasa - nativo di Pisa - domiciliato a Lucca - di condizione Capo Cavallaro della R.le Razza di S. M. La Duchessa – che parte da questo Ducato per recarsi in Toscana per fare acquisto di cavalli ed a prestargli assistenza, ed aiuto in caso di bisogno, offrendo una perfetta reciprocità conforme agli usi, e diritto delle Genti.
Vale per il Suo Viaggio.
Dato a Lucca, li 25 Ottobre 1821.-
Il Presidente del Buon Governo
C. Orsucci
Il Segretario Generale
    (?) Pallavicini

Particolare


2) Passaporto del 1826

il cavaliere d.luigi de’ medici
di toscana
de principi di ottavjano. Duchi di sarno ec.
cavaliere gran ……..
……………………………….
……………………………….
corriere maggiore ec. ec. ec.
Partendo per Lucca Sua Patria Giuseppe del Poggetto, in unione di Michele Codecasa, Individui delle Scuderie di S. A. R.le il Duca di Lucca.
Per ordine di S. M. impongo a tutti i Ministri suoi ed Officiali di Giustizia e di Guerra, ed a quei che non lo sono, dimando in suo Real Nome, che non gli diano molestia né impedimento alcuno nel suo viaggio; anzi gli prestino il favore necessario per eseguirlo.
Napoli 26 Agosto 1826
Il Consigliere Ministro di Stato
Incaricato internamente del Portafoglio
degli Affari Esteri; impedito
Il Direttore
Commendator (?)
Vaglia per Dodici giorni
[Sul retro]
Pentile(?)
V.o nella polizia del Porto, e
Marine. B. a partire per la
dietro scritta epoca. Napoli 26
Agto – 1826
F. (?)
Particolare 1
Particolare 2
Retro del documento



3) Passaporto del 1834

in nome di sua altezza reale
l’infante don carlo lodovico di borbone
duca di lucca
-------●●●-------
noi marchese ascanio mansi
Cavaliere Gran Croce degli Ordini di Carlo III., dei Santi Maurizio e Lazzaro, e del
Merito Civile di Sassonia, Commendatore dell’Ordine Reale della Legion d’Onore, e di quello di
S. Giorgio Costantiniano di Parma, Consigliere di Stato, Cianberlano, e Ministro Segretario di
Stato per gli affari Esteri e Interni di Sua Altezza Reale.
Invitiamo tutte le Autorità Civili e Militari del Ducato di Lucca, e preghiamo quelle Potenze amiche a lasciare liberamente passare il nominato Michele Codecasa Aggiunto Veterinario delle RA. Scuderie - nativo di ---- domiciliato a Lucca di condizione come sopra che parte da questo Ducato per recarsi a Bologna per prendere un cavallo di pertinenza della (?) R A S – ed a prestargli assistenza, ed aiuto in caso di bisogno, offrendo una perfetta reciprocità conforme agli usi, e diritto delle Genti.
Vale per il viaggio, e ritorno
Dato a Lucca li 21 Giugno 1834
Gratis                                                                                     [firma] A.Mansi
Il segretario Generale del Ministero
                        [firma]

 [Sul retro compaiono diversi visti, fra cui]:
Firenze li 22 Giugno 1834 Firenze 22 Giugno 1834
Dal Dipto. degli Affari Esteri Visto dalla Nunziatura Apostolica
Visto buono per Bologna Buono per Bologna
G. Molinari L’incaricato affari
Particolare
Retro del documento


4) Passaporto del 1843

in nome di sua altezza reale
il Serenissimo Infante di Spagna
don carlo lodovico di borbone
duca di lucca
ec. ec. ec.

noi barone fabrizio ostini
decorato della croce di s. lodovico di prima classe per merito civile, commendatore dell’insigne real’ ordine di carlo iii, cavaliere dell’ordine pontificio di cristo, consigliere di stato, ciamberlano, ministro degli affari esteri, direttore generale delle rr. poste di sua altezza reale ec. ec.
Invitiamo tutte le Autorità Civili e Militari del Ducato Lucchese, e preghiamo quelle Potenze Estere a lasciare liberamente passare il Signore Michele Codecasa, aiuto - Veterinario presso le Scuderie di questa R.le Corte - nativo di ---- domiciliato in Lucca di condizione, come sopra - che parte da questo Ducato per recarsi a Civitavecchia per servizio di questa R. Corte – ed a prestargli assistenza, ed aiuto in caso di bisogno, offrendo una perfetta reciprocità conforme agli usi, e diritto delle Genti.
Vale per il viaggio e ritorno
Dato a Lucca il dì 6 Maggio milleottocentoquarantatre
Gratis                                                                                     pel Ministro assente
           [firma]

[Sul retro compaiono diversi visti, fra cui]:
Visto alla polizia municipale Visto uscire dalla città per la porta  cavalle… (?)
Buono per Roma Roma (?) 23 Maggio 1843 alle ore
Valido  per cinque  (?) L’ (?)  ….. Polizia
Civitavecchia li 11 Maggio 1843 (firma)
Il Direttore  (firma)
Particolare
Retro del documento



lunedì 10 febbraio 2014

UN DISERTORE ROMANO IN CONTRONERIA - 1848


Un disertore romano della I° guerra d’indipendenza nascosto in Controneria
(Bagni di Lucca)

All’inizio della prima guerra d’indipendenza, scoppiata il 23 Marzo 1848, il Regno di Sardegna fu appoggiato dallo Stato Pontificio e dal Regno delle due Sicilie, che tuttavia ritirarono le loro truppe quasi subito senza combattere, anche se volontari dei due eserciti si unirono agli altri volontari italiani e combatterono contro l’Austria.
Di seguito è riportato il brogliaccio di un rapporto di Luca Marchi “Capitano della Compagnia della Pieve e S. Gemignano di Controne” indirizzato al “Maggiore Comandante della Guardia Civica della Comunità di Bagni di Lucca”, in cui è segnalata la presenza di un militare romano, che si nasconde. 
 
"Guardia Civica  Pieve di Controne il di 28 aprile 1848

Il Capitano della Compagnia della Pieve e S. Gemignano di Controne

All’Ill:mo Sig: Maggiore Comandante della Guardia Civica della Comunità di Bagni di Lucca

Ill.mo Sig. Comandante

Nel giorno di ieri 27 corrente circa le 2 pomerid:[iane] passando presso la bottega di Battista Taliani calzolaio sentii che discorreva con persone che sono in sua bottega che nella mattina stessa ritrovandosi a Longoio, villa di S. Gemignano, aveva sentito alcune donne, che il giorno avanti, cioè il 26 Antonia moglie di Giuseppe Pierotti   [ ? ] essendo stata a procacciarsi legna nelle coste di Longoio, luogo distante dal paese circa due miglia dopo aver preparato il fascio sentì chiamarsi e vide un uomo, quel non volle aspettare.

Chiamai presso di me il sunnominato Taliani, e esaminato il fatto mi riferì che aveva saputo che  ∫ [richiamo allo scritto : Antonia ….] [h]a lasciato il fascio delle legna fuggì. Saputo ciò dal Taliani, e saputo ancora che altre donne, erano in vicinanza della detta Pierotti a procacciarsi legna, io mi son fatto un dovere di portarmi a Longoio per esaminare il fatto, e non avendo trovato la Pierotti ho esaminata la  [ ? ]  e sua figlia, ma intimorite non poco come è solito delle donne solo mi ha detto che sentendosi chiamare in lontananza dalla Pierotti vide un uomo con calzoni, per quanto li parve con striscia rossa, e che la Pierotti venne presso di se spaventata. Manon avendo potuto vedere la Pierotti mi ha detto di più la madre e figlia che in una tal capanna, piena di foglie di castagno vicine al luogo hanno veduto, come esse dicono, un covo dove prova abbia dormito l’uomo. Io non potendo parlare con la Pierotti ho incombensato il Sig. Sergente Gregori affinché appena essa tornasse a casa la esaminasse in proposito, e circa le 24 di sera mi spedì l’accluso biglietto.

Avendo poi inteso che Valerio di Domenico Silvestri aveva veduto l’uomo suindicato andai subito a cercarlo, e mi asserisce che lo vide, in lontananza, e chiamando [ ? ] a seco personal’uomo fuggì precipitosamente.

La (?) moglie di Gemignano Persiani dice, che il giorno 15 corrente, ritrovandosi in vicinanza del Romitorio di Foce Colonia si trovò in vicinanza un uomo con soprabito turchino, e con sciabola, il quale li disse che aveva fame, e perché non avesse paura tirò in terra la sciabola, e li domandò se vi fosse stato mezzo di cambiare vestito, giacché era un disertore Romano e finché poteva non si curava di tornare a casa per non farsi prendere, e dubitava, andando per i paesi, che la guardia civica l’arrestasse.

Spedito il 28 aprile 1848"



sabato 8 febbraio 2014

QUADERNO del LICEO CLASSICO di LUCCA - 1913


QUADERNO DI LATINO - anno 1913
Liceo Classico di Lucca 

Il quaderno di scuola, assieme al libro di testo, ha costituito, almeno fino ad oggi, il corredo di ogni studente e la copertina e le iscrizioni sono state espressione dei vari momenti della storia d’Italia.
Il quaderno riprodotto è stato in uso al Liceo Classico di Lucca negli anni prima della Grande Guerra. L’Italia è divenuta da poco una nazione e la scuola sente il dovere di educare all’amor patrio attraverso il ricordo di grandi italiani, nel caso Galileo Galilei, e l’esaltazione delle bellezze e della cultura del Paese.
COPERTINA
 
RETRO COPERTINA


II° COPERTINA

ULTIMA PAGINA

CESARE MARCHI sulle MURA di LUCCA






 


Le pagine interne del quaderno mostrano la cura dell’allievo (Cesare Marchi) nel trascrivere le regole della lingua latina insegnate dal professore, il cui nome è riportato nella prima pagina (Alfonso Pieri).









Prima pagina interna scritta

Seguono due pagine interne:

















giovedì 6 febbraio 2014

LE STRADE SEZIONALI della CONTRONERIA - 1860


LE STRADE DELLA SEZIONE DELLA PIEVE DI CONTRONE - (Bagni di Lucca)
Brogliaccio di Luca Marchi, Presidente della Sezione di Pieve - (anno 1860)

[Nota: Sarebbe interessante poter riportare su cartografia il reticolo delle strade “sezionali”, che univano la Pieve alle altre località per verificare i percorsi ancora aperti e individuare quelli dimenticati che, se ripristinati, potrebbero valorizzare  il territorio]

“Nota delle strade che esistono nella Sezione della Pieve di Controne.
1. Strada che dalla Chiesa, passando per Guzzano porta ai Bagni per la strada detta della Guzzanese.
2. S:a che porta a Cevolli
3. S:a che passano di Pereto porta a Vetteglia
4. S:a che passano per il Villaggio, porta alla Bastia
5. S:a che porta a S:Gemignano, e passando dalla strada di N° 8 porta a Vetteglia
6. S:a che porta a S:Gemignano, dove raggiunge la strada di N° 8
7. S:a che porta a Gomereto
8. S:a che da S:Gemignano porta alla Chiesa del Colle e a S: Cassiano
9. S:a che passando per il Collassera porta a Montefegatesi
10. S:a che passando pel molino di Calzino sbocca nella strada di N° 2
11. S:a che passando per Gomereto, e Tarrio  porta ai Bagni
12. S:a che dalla Chiesina di Vetteglia raggiunge la strada di N°: 9
13. S:a che porta a Cevoli
14. S:a che porta alla pubblica fonte, e al Riguzzaglio
15. S:a che dalla Chiesina Gomereto porta a Canapali e Frecciano
16. S:a che passando per la casa di Menco porta a Guzzano
17. S:a che da Guzzano passando per la Fontanaccia porta a Fiume, e al molino del Pieraccetti
18. S:a che passando per Pisali porta al Pontaccio, e al Ponte caduto detto delle Fabbriche
19. S:a che isolandosi[?] dalla strada di N°: 2 raggiunge la strada di N°:18
20. S:a che staccandosi dalla strada N°: 2 nel luogo d:o alla Carraglia, passando per Casanuova, e la Fontana sbocca sulla stradadi N°: 11 al L.o d.o la Capannacce.

domenica 2 febbraio 2014

CASINO' di BAGNI di LUCCA - Locandina del 1867


Locandina per uno spettacolo di solidarietà al Reale Casinò di Bagni di Lucca, a favore delle famiglie dei
“CHOLEROSI” di Livorno – 1867
 Particolare

   
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   Livorno fu soggetta a epidemia di colera ben tre volte nel XIX 
   sec.:

-       nel 1835 con 1132 vitime,

-       nel 1854 con   593 vitime,

-       nel 1867 con   824 vitime.

sabato 1 febbraio 2014

ALBUM DI RICORDI CARISSIMI - Disegni del pittore A. Lazzari di Diecimo


- album di “ricordi carissimi” -

L’album è composto da fogli in cartoncino bianco illustrati dai pittori Alfredo Lazzari e G. Ribera. Il primo disegna caricature, il secondo due bozzetti.

- Alfredo Lazzari, nato nel 1871 nella frazione di Diecimo del comune di Borgo a Mozzano, – morto) frequentò il Regio Istituto lucchese di Belle Arti (oggi Istituto Passaglia) e completò gli studi presso le accademie di Firenze e di Roma. Nel 1897, all’età di 26 anni, emigrò in Argentina e divenne uno fra gli artisti precursori del Novecento artistico sudamericano.  Morì a Buenos Aires nel 1949, senza aver mai dimenticato la sua terra, come testimonia un suo scritto: “Vedo sempre con gli occhi della mente le muraglie del Bargiglio [antica fortezza della Repubblica di Lucca] dorate dagli ultimi raggi che vanno a morire nel nostro Ausere [ramo principale del fiume Serchio] sonoro, sento muggire il Serchio in piena che tutto avvolge con impeto irruente e vandalico, però l’ombre profumate e benefiche de nostri castagni sono indimenticabili e sempre desiderate.”

- G. Ribera [definito pittore, ma non trovata la biografia] 

Sul primo cartoncino è scritto “Questa pagina dell’Amico Alfredo Lazzari è principio di ricordi carissimi. Francesco Pellegrini, Pisa 22 Ott. 1891”; nella parte inferiore la firma “A.Lazzari 22 8bre 1891 Pisa”. Sono disegnati lo stemma della famiglia Pellegrini di Borgo a Mozzano, l’autoritratto del giovane Pittore, una sfinge, etc.




- Nelle pagine di seguito compaiono: 

3 ritratti a china raffiguranti Francesco Maria Pellegrini [a matita è riportato “io”]


 Il ritratto caricatura del marchese della Motta [ china ];


Il ritratto caricatura di “Costa pittore” [ china ];
Giovanni Costa detto Nino (Roma, 1826 – Marina di Pisa, 31 gennaio 1903) è stato un esponente di punta della pittura romana dell'Ottocento contribuendo a diffondere delle idee naturalistiche anche tra i membri del movimento pittorico dei macchiaioli. Costa è ricordato anche per aver partecipato attivamente alle campagne garibaldine del 1848-49 e del 1859.



Il ritratto caricatura del “Gioli” [ china ]
Luigi Gioli (San Frediano a Settimo, 16 novembre 1854 – Firenze, 27 ottobre 1947) è stato un pittore italiano della corrente artistica dei Macchiaioli.  Studiò giurisprudenza ed arrivò tardi e come autodidatta alla pittura. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi. All'interno del Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi di Pisa, sono esposti i principali capolavori della Collezione Fondazione Cassa di Risparmio, comprendente opere di vari artisti, fra i quali si trova Luigi Gioli.

Disegno di una popolana di spalle: “la lucchesa” [ china ];


 Il ritratto di “Gabbanini scultore” [ china ] (non trovate notizie sull’artista);


Il ritratto caricatura di “I. B. Supino” [ china ];
Igino Supino nasce a Pisa nel 1858. Dopo gli studi liceali, la passione per la pittura lo porta a frequentare la scuola di Alessandro Lanfredini, pittore di soggetti storici e risorgimentali, allora assai noto. Nonostante i primi importanti riconoscimenti decide di abbandonare la pittura a favore della storia dell’arte. Nel 1938, con l’imporsi delle leggi razziali, è costretto a ritirarsi completamente da ogni ruolo pubblico. In piena solitudine continuerà a preparare l’ultimo volume sull’Arte nelle chiese di Bologna, che lascerà incompiuto alla morte, avvenuta nel 1940.


“da Levy Moses - Campagnuolo Toscano” – riproduzione di un’opera del Moses firmato da “ G. Ribera” [ pastello ];
Moses Levy (Tunisi, 1885 – Viareggio, 1968) è stato un pittore italiano. Nato da padre inglese e madre italiana, studia in una scuola italiana a Tunisi.  Trasferitosi in Italia nel 1900 si iscrive all'Istituto d'Arte "A. Passaglia" di Lucca e trova come compagno di studi Lorenzo Viani. Levy e Viani frequentano assieme a Firenze l'Accademia di Belle Arti tenuti dal pittore Giovanni Fattori. In breve si afferma come pittore. A causa delle leggi razziali fasciste Moses Levy deve lasciare l'Italia, si trasferisce a Nizza e ritorna successivamente a Tunisi. Alla fine della seconda guerra mondiale si trasferisce prima a Parigi, poi a Firenze ed infine a Viareggio.  


“Anchiano - 1915”, paesaggio firmato G. Ribera [ acquerello ]; 

Il paese di Anchiano, frazione del Comune di Borgo a Mozzano, fu roccaforte dei Suffredinghi nel Medioevo e fu caposaldo della Linea Gotica nella Seconda guerra mondiale. Nella parte più elevata del paese oggi sorge la chiesa parrocchiale sulle fondamenta dell’antica struttura medievale.