sabato 23 settembre 2017

CHIAMATA ALLE ARMI DI UN SEMINARISTA DURANTE LA GRANDE GUERRA


chiamata alle armi di un seminarista durante la grande guerra

Il seminarista Giuseppe Menassi di Camaiore (prov. di Lucca), tornato a casa dalla guerra, in data 17 febbraio 1919  confeziona un libriccino con scritto a macchina sul fronte della copertina:
“Sold. GIUSEPPE BENASSI – MEMORIE di Vita Militare”
e sul recto della stessa: “SUNTO della MIA VITA MILITATE dal 17 febbraio 1917 al 19”. Segue, anche riportata sul cartoncino di chiusura del libriccino, una serie di località che indicano i luoghi toccati dal Benassi durante la vita militare.




Il “sunto della vita militare” è però ridotto a poche piccole pagine, riguardanti la visita di leva effettuata al distretto militare:
 
"10 Febbraio 1917.
Usciti dalla Cattedrale mi venne comunicata la chiamata alle armi per il giorno 16 dello stesso mese.
16 Febbraio 1917
Al mattino mi alzai come al solito, andai in Chiesina feci le mie Devozioni, ascoltai la S. Messa, feci colazione, mi levai la veste, mi vestitti degli abiti secolari ed alle nove me ne andai al Distretto. Quando fu chiamato il Comune di Camaiore andai anch’io alla visita, sempre fiducioso che mi sarebbe andata bene.
 Mi visitarono, mi domandarono se avevo avuto mai malattie, mi fecero altre interrogazioni, poi senz’altro mi dissero che ricordassi del N° 180 e mi dettero 2 lire. Io andai fuori, dmandai cosa voleva dire quel 180 e quelle due lire, ed ebbi per risposta che 180 voleva dire che ero stato assegnato al 180° Battaglione M. T. a Grosseto e le due lire erano la trasferta.
Non si può immaginare come me ne restai. Ma circostanza che poi accrebbe il mio dolore fu il non poter uscire neppure un minuto fuori della Caserma. Suonò mezzogiorno e se volli mangiare dovetti andare nella cantina del Distretto. E ?? quasi le 4 chiamano 180 e per la prima volta venni messo in riga da un ufficiale che con urli, grida e calci metteva a posto i più indisciplinati. Mi avevano già distribuito la gavetta ed ecco apparirmi il Sig. Rettore del Seminario. Si avvicinò a me. Il pianto mi serrò la gola e non potetti proferir parola. Lui lasciò cadere nelle mie mani alcuni biglietti da cinque, mi lasciò un suo biglietto da visitacon una sua raccomandazione, mi salutò e mi lasciò di nuovo."

Sono conservati anche due “permessi” del “Comando del Regg. Fant. Di Marcia”. [il reggimento “di marcia” comprendeva i rincalzi per una divisione].




Giuseppe Benassi, dopo la guerra, prosegue la vita di seminarista e il 24 settembre 1922 celebra la sua prima messa da “sacerdote novello”:



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