sabato 18 gennaio 2014

LA POSTA DURANTE LA GRANDE GUERRA - PARTE I°

a) La posta durante la Grande Guerra.
(archivio Ten. Mario Marchi - Lucca)

La lettera era il principale mezzo con cui i soldati e le famiglie potevano tenersi in contatto e in Italia, durante l’intero periodo bellico, la quantità di posta sfiorò il valore di quattro miliardi di missive, con una prevalenza di lettere dal fronte verso l’interno.
L’apparato della Posta Militare fu al tempo rinforzato per rispondere all’enorme massa di materiale da smistare e alle condizioni in cui avveniva, ma anche perché la posta esercitava “un influsso fondamentale sul comportamento e rendimento dei combattenti” [B. Cadioli, A. Cecchi – La posta militare italiana nella Prima guerra Mondiale, Roma 1976], come dimostrano le missive sotto riportate del tenente Mario Marchi. 

Lettera del 7/10/1917 alla madre:
Carissima mamma, ho finito ora ora di cenare e siamo tutti intenti a scrivere. Tu non puoi immaginare quanto grande posto abbia la posta nella nostra vita di guerra. Non c’è momento più allegro di quando la posta arriva. Allora si interrompe la conversazione, si smette di mangiare e ognuno legge la sua lettera. E chi non ne ha ricevuta resta imbronciato per tutta la sera. Le mie giornate sono un pò pesanti, perché un artigliere senza i suoi pezzi non ha molto ….”



   

Cartolina del 16/10/1917 alla madre:
Carissima mamma, sono tre giorni che non ricevo posta. Non sto però in pensiero perché so che hai molto da fare e che non puoi scrivermi tanto quanto vorresti. Ma tuttavia fa un po’  di dispetto quando la sera alla mensa a tutti arriva posta e ameno. Si diventa un po’ ragazzi vero? Ed è il maggior bene di questa via di guerra. Ho fatto oggi una gita lunghissima, qualche cosa come salire dai Bagni di Lucca al Rondinaio …… ” .




Lettera del 7/12/1917 alla sorella:
Carissima Delia, ho ricevuto stasera una lettera di Don Limi e una cartolina dello zio; ma niente da casa. Non sto in pensiero ma non ho avuto la gioia delle altre sere. Tu non puoi immaginare che gioia sia la posta. Arriva quando stiamo per terminare la cena e siamo in tre a liticarci il pacco delle lettere. Io allora impongo la mia autorità, mi prendo il pacchetto e lo comincio a spogliare come fanno i giuocatori quando hanno ricevuto le carte. Ogni lettera che si scopre è un urlo di trionfo per chi la riceve. Distribuita la nostra posta tocca ai soldati. Intanto noi spieghiamo le lettere sui piatti in barba al cameriere che va su tutte le furie e ci pianta dieci volte lo stesso vassoio sotto il naso finché non lo cacciamo via con urli spietati. È il miglior momento del giorno quando si leggono le parole che vengono da casa.
 Io sono molto contento di essere qui. Mi sembra alle volte di essere proprio davanti a voi a difendervi contro i barbari, che non avanzeranno di più sicuramente …..”  



Segue: La posta durante la Grande Guerra. II° parte

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