domenica 19 gennaio 2014

LA POSTA DURANTE LA GRANDE GUERRA - PARTE II°


b) La posta durante la Grande Guerra.
II° parte
(archivio Ten. Mario Marchi - Lucca)


Durante il periodo bellico le Poste italiane emisero diverse tipologie di cartoline postali, oltre quella corrente. 


In particolare furono emesse alcune cartoline in franchigia (senza onere d’invio).

La più semplice reca lo stemma dello Stato circondato da bandiere italiane.
Inoltre vi è una parte prestampata da compilare con l’indirizzo del mittente il Grado, Il Reggimento, e l’Arma, la Compagnia, lo Squadrone, la Batteria e i Reparti speciali. Tutte queste indicazioni rendevano rintracciabile il singolo militare senza rendere esplicito il luogo geografico dove si trovava. 



Altra cartolina in franchigia riporta lo stemma dello Stato assieme all’allegoria della Vittoria alata con tralcio d’olivo in una mano ed una corona d’alloro nell’altra, contornata da un trofeo di bandiere alleate. Inoltre una breve frase d’incitamento: “Cittadini e soldati siate un esercito solo – Vittorio Emanuele III°” e “Tutto ciò che voi risparmiate sarà dato a noi che combattiamo per la libertà e la pace”. Era ripetuto come nella precedente la parte prestampata. 

I militari sono dotati anche di  cartoline illustrate non in franchigia . Nell’esemplare riportato è rappresentata la cartina del fronte di guerra italiano e sul retro un brano di Giuseppe Mazzini. 
 
Dal fronte veniva inviate anche cartoline illustrate di paesaggi o città in zona di guerra. Poiché tale invio era considerato una vera e propria violazione del segreto militare, il Comando Supremo italiano prescrisse la proibizione di inviare “cartoline che riproducono panorami dei paesi della zona di guerra (quando anche l’indicazione dei luoghi ai quali i panorami si riferiscono sia cancellata)”. Le cartoline sotto riportate sono state recapitate anche se non ottemperavano a quanto sopra previsto. In particolare la prima cartolina riprodotta riporta anche in visto di verifica della censura.



Segue: La posta durante la Grande Guerra. III° parte




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