giovedì 6 febbraio 2014

LE STRADE SEZIONALI della CONTRONERIA - 1860


LE STRADE DELLA SEZIONE DELLA PIEVE DI CONTRONE - (Bagni di Lucca)
Brogliaccio di Luca Marchi, Presidente della Sezione di Pieve - (anno 1860)

[Nota: Sarebbe interessante poter riportare su cartografia il reticolo delle strade “sezionali”, che univano la Pieve alle altre località per verificare i percorsi ancora aperti e individuare quelli dimenticati che, se ripristinati, potrebbero valorizzare  il territorio]

“Nota delle strade che esistono nella Sezione della Pieve di Controne.
1. Strada che dalla Chiesa, passando per Guzzano porta ai Bagni per la strada detta della Guzzanese.
2. S:a che porta a Cevolli
3. S:a che passano di Pereto porta a Vetteglia
4. S:a che passano per il Villaggio, porta alla Bastia
5. S:a che porta a S:Gemignano, e passando dalla strada di N° 8 porta a Vetteglia
6. S:a che porta a S:Gemignano, dove raggiunge la strada di N° 8
7. S:a che porta a Gomereto
8. S:a che da S:Gemignano porta alla Chiesa del Colle e a S: Cassiano
9. S:a che passando per il Collassera porta a Montefegatesi
10. S:a che passando pel molino di Calzino sbocca nella strada di N° 2
11. S:a che passando per Gomereto, e Tarrio  porta ai Bagni
12. S:a che dalla Chiesina di Vetteglia raggiunge la strada di N°: 9
13. S:a che porta a Cevoli
14. S:a che porta alla pubblica fonte, e al Riguzzaglio
15. S:a che dalla Chiesina Gomereto porta a Canapali e Frecciano
16. S:a che passando per la casa di Menco porta a Guzzano
17. S:a che da Guzzano passando per la Fontanaccia porta a Fiume, e al molino del Pieraccetti
18. S:a che passando per Pisali porta al Pontaccio, e al Ponte caduto detto delle Fabbriche
19. S:a che isolandosi[?] dalla strada di N°: 2 raggiunge la strada di N°:18
20. S:a che staccandosi dalla strada N°: 2 nel luogo d:o alla Carraglia, passando per Casanuova, e la Fontana sbocca sulla stradadi N°: 11 al L.o d.o la Capannacce.

domenica 2 febbraio 2014

CASINO' di BAGNI di LUCCA - Locandina del 1867


Locandina per uno spettacolo di solidarietà al Reale Casinò di Bagni di Lucca, a favore delle famiglie dei
“CHOLEROSI” di Livorno – 1867
 Particolare

   
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   Livorno fu soggetta a epidemia di colera ben tre volte nel XIX 
   sec.:

-       nel 1835 con 1132 vitime,

-       nel 1854 con   593 vitime,

-       nel 1867 con   824 vitime.

sabato 1 febbraio 2014

ALBUM DI RICORDI CARISSIMI - Disegni del pittore A. Lazzari di Diecimo


- album di “ricordi carissimi” -

L’album è composto da fogli in cartoncino bianco illustrati dai pittori Alfredo Lazzari e G. Ribera. Il primo disegna caricature, il secondo due bozzetti.

- Alfredo Lazzari, nato nel 1871 nella frazione di Diecimo del comune di Borgo a Mozzano, – morto) frequentò il Regio Istituto lucchese di Belle Arti (oggi Istituto Passaglia) e completò gli studi presso le accademie di Firenze e di Roma. Nel 1897, all’età di 26 anni, emigrò in Argentina e divenne uno fra gli artisti precursori del Novecento artistico sudamericano.  Morì a Buenos Aires nel 1949, senza aver mai dimenticato la sua terra, come testimonia un suo scritto: “Vedo sempre con gli occhi della mente le muraglie del Bargiglio [antica fortezza della Repubblica di Lucca] dorate dagli ultimi raggi che vanno a morire nel nostro Ausere [ramo principale del fiume Serchio] sonoro, sento muggire il Serchio in piena che tutto avvolge con impeto irruente e vandalico, però l’ombre profumate e benefiche de nostri castagni sono indimenticabili e sempre desiderate.

- G. Ribera [definito pittore, ma non trovata la biografia] 

Sul primo cartoncino è scritto “Questa pagina dell’Amico Alfredo Lazzari è principio di ricordi carissimi. Francesco Pellegrini, Pisa 22 Ott. 1891”; nella parte inferiore la firma “A.Lazzari 22 8bre 1891 Pisa”. Sono disegnati lo stemma della famiglia Pellegrini di Borgo a Mozzano, l’autoritratto del giovane Pittore, una sfinge, etc.




- Nelle pagine di seguito compaiono: 

3 ritratti a china raffiguranti Francesco Maria Pellegrini [a matita è riportato “io]


 Il ritratto caricatura del marchese della Motta [ china ];


Il ritratto caricatura di “Costa pittore” [ china ];
Giovanni Costa detto Nino (Roma, 1826Marina di Pisa, 31 gennaio 1903) è stato un esponente di punta della pittura romana dell'Ottocento contribuendo a diffondere delle idee naturalistiche anche tra i membri del movimento pittorico dei macchiaioli. Costa è ricordato anche per aver partecipato attivamente alle campagne garibaldine del 1848-49 e del 1859.



Il ritratto caricatura del “Gioli” [ china ]
Luigi Gioli (San Frediano a Settimo, 16 novembre 1854Firenze, 27 ottobre 1947) è stato un pittore italiano della corrente artistica dei Macchiaioli.  Studiò giurisprudenza ed arrivò tardi e come autodidatta alla pittura. Nel 1889 partecipò all'Esposizione Universale di Parigi. All'interno del Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi di Pisa, sono esposti i principali capolavori della Collezione Fondazione Cassa di Risparmio, comprendente opere di vari artisti, fra i quali si trova Luigi Gioli.

Disegno di una popolana di spalle: “la lucchesa” [ china ];


 Il ritratto di “Gabbanini scultore” [ china ] (non trovate notizie sull’artista);


Il ritratto caricatura di “I. B. Supino” [ china ];
Igino Supino nasce a Pisa nel 1858. Dopo gli studi liceali, la passione per la pittura lo porta a frequentare la scuola di Alessandro Lanfredini, pittore di soggetti storici e risorgimentali, allora assai noto. Nonostante i primi importanti riconoscimenti decide di abbandonare la pittura a favore della storia dell’arte. Nel 1938, con l’imporsi delle leggi razziali, è costretto a ritirarsi completamente da ogni ruolo pubblico. In piena solitudine continuerà a preparare l’ultimo volume sull’Arte nelle chiese di Bologna, che lascerà incompiuto alla morte, avvenuta nel 1940.


“da Levy Moses - Campagnuolo Toscano” – riproduzione di un’opera del Moses firmato da “ G. Ribera” [ pastello ];
Moses Levy (Tunisi, 1885Viareggio, 1968) è stato un pittore italiano. Nato da padre inglese e madre italiana, studia in una scuola italiana a Tunisi.  Trasferitosi in Italia nel 1900 si iscrive all'Istituto d'Arte "A. Passaglia" di Lucca e trova come compagno di studi Lorenzo Viani. Levy e Viani frequentano assieme a Firenze l'Accademia di Belle Arti tenuti dal pittore Giovanni Fattori. In breve si afferma come pittore. A causa delle leggi razziali fasciste Moses Levy deve lasciare l'Italia, si trasferisce a Nizza e ritorna successivamente a Tunisi. Alla fine della seconda guerra mondiale si trasferisce prima a Parigi, poi a Firenze ed infine a Viareggio.  


“Anchiano - 1915”, paesaggio firmato G. Ribera [ acquerello ]; 

Il paese di Anchiano, frazione del Comune di Borgo a Mozzano, fu roccaforte dei Suffredinghi nel Medioevo e fu caposaldo della Linea Gotica nella Seconda guerra mondiale. Nella parte più elevata del paese oggi sorge la chiesa parrocchiale sulle fondamenta dell’antica struttura medievale.








domenica 26 gennaio 2014

PAGELLA del REGIO LICEO CLASSICO di LUCCA - 1864


Regio Liceo Classico di Lucca
pagella anno scolastico 1864 - 1865
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Il Giovane Pellegrini Giacomo del Signor Luigi nato in Borgo a Mozzano addi 2 del mese di Decembre 1848 avendo sostenuto gli esami prescritti per l’ammissione alla Classe prima fu dichiarato idoneo e successivamente fu iscritto come alunno della Classe stessa

Li 10 del mese di decembre 1864.                                   il preside 
   






osservazioni:

Gli Esami liceali sono stati dati in conformità di quanto con permesso Ministeriale fu stabilito dai Direttori dei Licei toscani nella loro riunione tenuta in Firenze sotto la presidenza del Senatore Lambruschini li 3 Febbraio 1865.

Il Direttore

Prof. L. Cerri------ 


Il detto Giovane avendo ottenuto negli esami di promozione l’idoneità su ciascuna materia nelle prove orali e per iscritto fu dichiarato ammesso al secondo anno

Il 14 del mese di novembre 1865                          il preside

                                                                              Prof. La-------

venerdì 24 gennaio 2014

DUELLO FRA UFFICIALI DURANTE LA GRANDE GUERRA


Duello fra ufficiali durante la grande guerra
[Brogliaccio di verbale tratto dagli appunti del Ten. Mario Marchi]

L’anno millenovecento diciassette il mese di ottobre il giorno 12 nella sede del Comando del 40° Gruppo si sono riuniti i Signori
Capitano Sciomadan Felice
Tenente Marchi Mario
Rappresentanti del sottotenente Sermarini Signor Mario e i Signori
Sottotenente Dell’Orefice Signor Mario
Aspirante Marghieri Gino
Rappr. del Sottot.[enente] Magno Signor Ettore
Riferendosi al precedente del 24 sett.1917 con il quale, riconosciuta impossibile una soluzione amichevole verbale, veniva riferita ad un giurì d’onore la vertenza su cui i Signori Sott.[otenenti] Sermarini e Magno, presa visione del verdetto del giurì d’onore in data 6 ott. 1917 con il quale esso giurì fa dichiarazione di non intervento nella vertenza, sono addivenuti al presente verbale di scontro.
I Signori Capitano Sciomadon Felice e Tenente Marchi Mario hanno scelto come arma di combattimento la sciabola e hanno stabilito  le seguenti condizioni.
1° Nessuna esclusioni di colpi
2° Il duello cesserà quando a parere dei medici uno dei duellanti sarà dichiarato in condizioni di inferiorità .
3° I combattenti non metteranno il guantone da sciabola ~
4° Gli alt saranno dati dai padrini a loro responsabilità
Queste condizioni sono accettate dai Signori Sott.[otenenti] Dell’Orefice e Marghieri rappresentanti del Sottot.[enente] Magno.
Per tutt’altro i mandanti si atterranno alle comuni norme di cavalleria.
Lo scontro avrà luogo a termine della guerra a norma della Circolare del Com. Sup. N° 2331 in data 31 maggio 1916 nelle vertenze cavalleresche in tempo di guerra.
Ten. Mario Marchi
 
Primo fronte
 
Secondo fronte

domenica 19 gennaio 2014

LA POSTA DURANTE LA GRANDE GUERRA - PARTE III°


c) La posta durante la Grande Guerra.
III° parte
(archivio Ten. Mario Marchi - Lucca)

Infine venivano emesse cartoline illustrate “dotate più o meno palesemente di messaggi propagandistici.” [L. Pignotti – Figure d’assalto. Le cartoline della Grande Guerra]

- Messaggi per determinare, rassicurare o rafforzare l’abito mentale del militare con ritratti di personaggi considerati eroici, che devono spronare a liberare terre irredente.



- Militari dei vari corpi rappresentati senza drammaticità.





-Immagini relative alle potenze alleate.
 Giovane “protetta” dalla sciarpa della bandiera americana.


Particolare della marina inglese.


- Rappresentazioni tese a mettere i cattiva luce e a tratteggiare negativamente l’immagine del nemico, come:

il mostro sofferente = al nemico austriaco.


l’odioso proclama degli austro-tedeschi nelle provincie invase del Veneto.


- Cartoline illustrate con bambini che vengono rappresentati con simboli patriottici, come la bandiera.






- Cartoline che rappresentano cavalieri e dame, in una atmosfera delicata e frivola, lontanissima dalla durezza del conflitto e indirizzate a far evadere per un momento dalla tragica atmosfera della guerra.


Si riporta infine una particolarità della scrittura nella corrispondenza fra i familiari e il Ten. Mario Marchi. In molte pagine di lettere si opera come sotto rappresentato la sovrapposizione della scrittura per risparmiare spazio.




LA POSTA DURANTE LA GRANDE GUERRA - PARTE II°


b) La posta durante la Grande Guerra.
II° parte
(archivio Ten. Mario Marchi - Lucca)


Durante il periodo bellico le Poste italiane emisero diverse tipologie di cartoline postali, oltre quella corrente. 


In particolare furono emesse alcune cartoline in franchigia (senza onere d’invio).

La più semplice reca lo stemma dello Stato circondato da bandiere italiane.
Inoltre vi è una parte prestampata da compilare con l’indirizzo del mittente il Grado, Il Reggimento, e l’Arma, la Compagnia, lo Squadrone, la Batteria e i Reparti speciali. Tutte queste indicazioni rendevano rintracciabile il singolo militare senza rendere esplicito il luogo geografico dove si trovava. 



Altra cartolina in franchigia riporta lo stemma dello Stato assieme all’allegoria della Vittoria alata con tralcio d’olivo in una mano ed una corona d’alloro nell’altra, contornata da un trofeo di bandiere alleate. Inoltre una breve frase d’incitamento: “Cittadini e soldati siate un esercito solo – Vittorio Emanuele III°” e “Tutto ciò che voi risparmiate sarà dato a noi che combattiamo per la libertà e la pace”. Era ripetuto come nella precedente la parte prestampata. 

I militari sono dotati anche di  cartoline illustrate non in franchigia . Nell’esemplare riportato è rappresentata la cartina del fronte di guerra italiano e sul retro un brano di Giuseppe Mazzini. 
 
Dal fronte veniva inviate anche cartoline illustrate di paesaggi o città in zona di guerra. Poiché tale invio era considerato una vera e propria violazione del segreto militare, il Comando Supremo italiano prescrisse la proibizione di inviare “cartoline che riproducono panorami dei paesi della zona di guerra (quando anche l’indicazione dei luoghi ai quali i panorami si riferiscono sia cancellata)”. Le cartoline sotto riportate sono state recapitate anche se non ottemperavano a quanto sopra previsto. In particolare la prima cartolina riprodotta riporta anche in visto di verifica della censura.



Segue: La posta durante la Grande Guerra. III° parte