Le ultime elezioni libere del 1924
a Borgo a Mozzano (LU).
Il manifesto del 28 novembre 1924, a firma del sindaco avv.
Enrico Pellegrini, annuncia che “le
elezioni per la rinnovazione del Consiglio Comunale” avrà luogo il giorno
24 dicembre del 1924, aggiungendo che l’Amministrazione “ha compiuto in quest’anno l’ordinario periodo quadriennale fissato
dalla legge” e “ha voluto non
protrarre le proprie funzioni sino a I° Giugno venturo, epoca che il decreto di
proroga del 27 aprile 1924 stabiliva; e ciò perché la nuova Amministrazione
iniziasse con programma e criteri propri l’esercizio del nuovo anno.”
È da ritenere che la ragione per non prolungare le funzioni
amministrative fosse in larga parte dovuta agli attacchi scomposti dei fascisti
del comune, appoggiati dal ras lucchese Scorza. Così sul giornale “L’Intrepido”,
quotidiano fascista diretto dal nominato ras: “Il giorno 10 agosto corr. [1924], i Segretari dei Fasci del Comune di Borgo
a Mozzano votarono il seguente ordine del giorno:
I Segretari politici
di tutti i Fasci del Comune di Borgo a Mozzano; in adunanza plenaria del 10
agosto 1924.
Prendendo in
definitivo esame la situazione morale, politica, Amministrativa del Comune di
Borgo a Mozzano, per parte dei suoi amministratori, situazione che già da lungo
tempo è oggetto di osservazione da parte dei fasci suddetti, i quali sentono il
dovere e si propongono di adempierlo, di non trascurare una vigilanza, ai fini
del bene pubblico, su quanto si compie dall’Amministrazione, non trascurando
quanto in rapporto colla questione generale politica;
Constatato come dopo
la marcia su Roma, furono rinnovate moltissime Amministrazioni locali onde
fossero sinceramente concordi col movimento generale rinnovatore col movimento
generale rinnovatore della coscienza Nazionale, e che l’Amministrazione
Comunale di Borgo a Mozzano poté rimanere al suo posto, nella fiducia che
sentisse tale rinnovamento, operasse con diligenza di propositi Nazionali e
locali.
Considerato che a tale
fiducia mancò, e che da troppo tempo l’Amministrazione comunale di Borgo a
Mozzano dà penosa prova ……. Constatato che essa [Amministrazione
comunale] corrisponda con assai scarsa
sincerità di opere ai concetti ispirati dalla volontà della Nazione, contro la
quale invano e pietosamente contrastano tendenze occulte o palesi di
opposizione non degne ……[ i
Segretari dei Fasci] deliberano di scindere più completamente
ancora di quanto non abbiano fatto finora la responsabilità dei Fasci
dall’azione dell’Amministrazione Comunale di Borgo a Mozzano …….”

Ancora dall’Intrepido
è rivolto un violento attacco all’amministrazione comunale per le parole
espresse nell’avviso delle elezioni. “Per
il 25 dicembre corrente sono indette l’elezioni comunali di Borgo a Mozzano.
Nel darne annunzio, la Giunta Municipale in un manifesto ha subdolamente
attaccato il Fascismo. Per tale fatti si sono riuniti i Segretari Politici di
questo Comune ed hanno votato il seguente ordine del giorno: l’inopportunità
della pubblicazione di tale manifesto, il quale contiene affermazioni
favorevoli, e quindi molto discutibili, circa l’operato di essa …. e contiene,
altresì, affermazioni assai azzardate e poco generose verso il Fascismo, del
quale si vorrebbe chiuso il ciclo di vita, ….. rivendicano al fascismo la sua
funzione di continuità storica, poiché esso è l’unica speranza e l’unico
fattore di rinnovamento …. decidono di non raccogliere per ora nessuna
provocazione …. Ma si riservano di rispondere ad alta e chiara voce …. dopo che
i popolo …. avrà scelto la rappresentanza del Comune …..”

Il 14-12-1924, a pochi giorni dalla
votazione, il medesimo giornale
pubblica: “Domenica 21 corrente
avranno luogo a Borgo a Mozzano le elezioni per la nomina del Consiglio
comunale. Due liste – checché ne dicano altre voci – sono in lotta: quella del
Fascio e quella dei combattenti….. Giunti alla soglia delle elezioni, i Fasci
intendevano completare la loro opera di risanamento amministrativo col formare
una lista aliena da ogni concetto politico, aggiungendo ai nomi espressi dalle
loro file, i nomi di persone che potessero con sincera fede cooperare al bene
del paese ….. Disgraziatamente. L’intenzione corretta e sana si è urtata contro
una velleità che ha assunto un carattere nettamente politico, proprio da parte
della sezione dei Combattenti, che si compiace di definirsi apolitica ….. Il
paese, nel quale non mancano certamente correnti coscienti e sane, giudicherà……”

La vittoria delle elezioni fu appannaggio della lista dei
Combattenti, allora i fascisti iniziarono a osteggiare pesantemente la nuova
Amministrazione. Il Partito Fascista aveva ritenuto di poter conquistare il
comune di Borgo a Mozzano, uno dei soli 6 comuni dei 28 della provincia di
Lucca, che non avevano il consiglio comunale completamente fascista, ma a guida
dell’ANC (Associazione Nazionale Combattenti).
Nella prima seduta del 7 gennaio 1925 il nuovo Consiglio a
maggioranza antifascista (11 consiglieri popolari, 4 combattenti, 3 della
Democrazia Sociale, 3 liberali, 2 socialisti unitari, 1 dissidente fascista)
elesse come sindaco il Cav. Avv. Tedice Santini, ma subito si ebbe un attacco violento
da parte dei consiglieri del fascio che lo portarono alle dimissioni.
Lo scontro fra l’amministrazione e i fascisti nella seduta
inaugurale s’imperniò, almeno formalmente, sul rifiuto dell’ANC di omaggiare il
capo del Governo Mussolini ma solo “l’Augusta
Persona” del Re, come si legge nel manifesto del’Associazione Nazionale
Combattenti – Sezione di Borgo a Mozzano.
La cronaca ufficiale conosciuta di questa drammatica seduta e
dei giorni che seguirono deriva da atti di parte fascista, è pertanto
interessante il contenuto della lettera inviata il giorno seguente al Prefetto
dall’ex sindaco Enrico Pellegrini.
“ 8 gennaio
Come la S.V. sa, il 21
di decembre 1924, ebbero luogo in questo Comune le elezioni amministrative per
la nomina del Consiglio Comunale.
Da dette elezioni uscì
vincente la lista completa dei Combattenti contro una seconda lista proposta
dal Fascio locale.
Ieri 7 corrente, fu
convocato il nuovo consiglio e si procedette alla nomina del Sindaco e degli
Assessori, dopo di che un Consigliere della minoranza fascista propose l’invio
di due telegrammi uno alla Sua M[a]està, l’altro a S. E. Benito Mussolini. La
maggioranza del Consiglio, e primo fra tutti l’eletto a Sindaco, Cav. Tedice
Santini, Maggiore di M. T. del R. Esercito Italiano, approvò l’invio del
telegramma a S. M., e non accettò l’invio del telegramma a S. E. Mussolini.
Dopo la seduta consigliare sono avvenuti
fatti che la S. V. potrà accertare con opportuna inchiesta. Conseguenza di che
è il fatto delle dimissioni della carica dell’eletto a Sindaco Cav. Santini. Al
tempo stesso che ho appreso le dimissioni suddette, anzi rinuncia, è pervenuto
a questo Comune una lettera di dimissioni protesta di cinque Consiglieri della
Minoranza.
Poiché nella mia
qualità di Sindaco uscente, e non esistendo ancora il successore a tale
ufficio, non saprei quale provvedimento adottare in riguardo, tanto più che il
testo della lettera sembra contenere apprezzamenti di indole delicata e tali da
provocare reazioni da parte delle persone alle quali sono diretti, invio alla
S.V. la protesta in parola, onde voglia compiacersi esaminare il caso
suggerirmi i provvedimenti da adottarsi.
Con osservanza,
Il Sindaco”
Assieme alla copia della lettera inviata al Prefetto non è
stata conservata copia della missiva “di
cinque Consiglieri della Minoranza”, ma sulla minuta solo scritti appunti
scritti a matita che certamente si riferiscono alla seduta e ai giorni
successivi.
“ = Frasi del
Segretario politico del Fascio: che la prossima seduta consiliare sarà fatta
col manganello – se la seduta sarà presieduta da lui ecc.
= Convocazione immediata
del Fascio per decisioni urgenti
= Adunata di fascisti
sulla piazza di S. Rocco
= Voci catastrofiche
di invasioni da parte di fascisti che verrebbero da fuori. - Che il consiglio
non si sarebbe più adunato ecc.
= Invio dell’Intrepido
biffato “evidenziato” del giorno 8/1/25 all’avv.to Santini.
= Reazione del
Segretario Politico all’ammonimento del Sindaco colle parole me ne frego
dirette al Sindaco alla sua presenza il quale aveva dichiarato la sua qualità
di Uff. di P.[ubblica] S. [sicurezza]
nel fare l’avvertimento suddetto.”
A breve giro di posta, il 12 gennaio 1925, viene trasmessa
all’ex sindaco Pellegrini la secca risposta della prefettura.
“ Poiché il
nuovo Consiglio Comunale si è già insediato fino dal giorno 7 corrente, e
poiché questa Prefettura ha già reso esecutoria la deliberazione di nomina
della Giunta, prego la S. V. voler procedere alla consegna dell’amministrazione
alla Giunta stessa.
Il Prefetto”
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Nel 1925 l’Amministrazione antifascista di Borgo a Mozzano
fu travolta dalle minacce fasciste e dalle repressioni poliziesche, spengendosi
così una delle ultime voci libere in provincia di Lucca:
- 7 gennaio 1925 nominato sindaco Tedice Santini,
- 9 gennaio 1925 dimissioni del sindaco Tedice Santini,
- 6 febbraio 1925 l’Intrepido parla della seconda riunione
del Consiglio comunale dove il “facente funzione del Sindaco propone di
respingere le dimissioni del Sindaco e dei consiglieri fascisti di minoranza”.
- 18 marzo 1925 eletto un nuovo sindaco Quirino Conti, della
lista dei Combattenti.
- 15 giugno 1925 dimissioni del sindaco Quirino Conti.
- 26 giugno 1925 dimissioni di tutti i consiglieri del
Consiglio Comunale.
- mese di luglio
nomina del Commissario Prefettizio cav. Uff. Romeo Angelelli nota “…. Il sig. Angelelli, persona retta e
capace, e di sicuri sentimenti fascisti, sarebbe secondo me idonea a reggere il
comune di Borgo a Mozzano… ” - Dall’ archivio Dell’Ist. Storico della
Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca – minuta di una
lettera del 5 luglio, contrassegnata n° 1001 (Gabinetto della Prefettura di
Lucca)