mercoledì 4 dicembre 2013

LA PERGOLA CHE FACEVA ABBASSARE LA CROCE - PIEVE DI CONTRONE - 1838



la pergola che faceva abbassare la croce.

Nella frazione di Pieve di Controne (Comune di Bagni di Lucca - prov. di Lucca) esisteva un pergolato costruito sopra la strada del paese, che dall’abside della chiesa porta al nucleo di case detto “Castello”. La struttura fu costruita dalla famiglia Marchi nel 1838, poggiandola superiormente sul muro di contenimento del loro orto e inferiormente su pali infissi nel campo sottostante alla strada, ancora di loro proprietà.
“La pergola”, come veniva chiamata dagli abitanti, oltre a offrire un piacevole tratto ombreggiato nel periodo estivo, serviva per stendere ad asciugare il bucato dei paesani sulla corda tesa fra i montanti infissi nel campo. Negli anni ’80 del secolo scorso la struttura dimostrava tutta la sua “età” ed era indispensabile intervenire. Poiché come detto la pergola era posta sopra una strada pubblica, fu richiesto il permesso per ricostituirla, ma il Comune legava l’autorizzazione alla condizione che i legni del pergolato lasciassero un passaggio di altezza pari a 5,00 m, come previsto nel Decreto Ministeriale “Criteri Generali e Prescrizioni Tecniche per la Progettazione dei Ponti Stradali”.  L’assurdità della prescrizione, richiesta per una strada carrabile solo percorribile da mezzi agricoli, ha portato all’abbattimento del manufatto per evitare pericoli all’incolumità pubblica.

La pergola prima della rimozione


Vista attuale della strada senza la pergola




Dalle carte dell’archivio di casa Marchi è ricostruibile la storia singolare della “pergola”.
“… Domenico, e Sebastiano Fratelli Marchi della Pieve di Controne avevano divisato [stabilito] di costruire una Pergola, come è noto a V: S: Ill:ma, su quel breve tratto di strada che partendo dalla via sezionale, e precisamente dall’angolo posteriore sinistro della chiesa Parrocchiale conduce al piccolo gruppo di case detto di Castello. A tale oggetto avevano preparato da molti anni le viti sul poggio superiore del loro orto; avevano pur preparato, e fatto segare il legname occorrente con non piccola spesa, ed avevano cominciato a costruire nel loro campo inferiore un muro in pietra per piantarvi le colonne, ma tutto restò sospeso per effetto degli ordini in contrario ricevuti dalla V: S: Ill:ma….” [15 VAR-DOC/M]
Gli “ordini in contrario” del Comune di Bagni di Lucca derivavano da esposti di “una famiglia di Castello” che si opponeva alla costruzione richiesta dai fratelli Marchi. Le ragioni addotte per chiedere il diniego si possono dedurre in contraddittorio ai punti elencati nel documento sopra riportato e principalmente al numero “5°: che la Croce, e la Processione passa non solo sotto la sudd:a pergola posta sopra strade sezionali, ma bensì (massime per le rogazioni, e S: Marco) sotto delle pergole di privati …”.  Evidentemente il passaggio della processione sotto il pergolato progettato avrebbe comportato l’abbassamento della croce e questo indispettiva la famiglia che si opponeva alla costruzione del manufatto.
La pratica fu gestita da Luca Marchi, rispettivamente figlio e nipote dei richiedenti, che erano in un età avanzata. Dai documenti si evince che la costruzione del manufatto doveva essere iniziata e successivamente interrotta, se il cugino di Luca, avv. Brunicardi, scrive: “… sebbene nulla vi dicessi quando eravate a Lucca non approvai però molto che in pendenza della trattativa aveste collocato un nuovo legno sopra la pergola ….” [AA/50], ed aggiunge che quanto fatto poteva essere a favore del Gonfaloniere che aveva portato il caso al Ministero degli interni del Ducato, che a sua volta aveva “inviato le parti ai tribunali”.  Infine il cugino consiglia di rimuovere “… quel legno, e quelle viti che avete situato sopra la via, onde mostrare docilità … ”, lasciando la pergola iniziata nelle condizioni in cui si trovava all’intimazione di sospendere i lavori.
La lettera porta la data del 6 luglio e avvicinandosi il giorno del passaggio della processione, che si sarebbe svolta il 12 per la festa di S.Paolino, vi si legge che si potrà avere “… un’ esempio degli inconvenienti che tanto si magnificano pel passaggio della processione…”.
Prima del 12 luglio Luca Marchi, assieme al Brunicardi, ha un incontro con il Gonfaloniere durante il quale viene promesso di rimuovere il palo aggiunto. Nella successiva lettera scambiata fra i cugini, alla vigilia della processione, si ricorda l’incontro con giudizi critici sul Gonfaloniere, definito un “pascià”. Si continua inoltre a ritenere importante la prova del passaggio della processione sotto la costruzione parziale della pergola: “ …. dopo domani scrivetemi dicendomi se nella processione è accaduto alcun sognato disordine; quante erano le persone e rimettetemi poi la minuta dell’altra memoria all’interno, quella della lettera al Sig. Gonfaloniere, e tutto ciò che è relativo all’affare, perché la nuova istanza sia in correlazione….”. [AA/12]
Singolare infine è la raccomandazione che il Brunicardi scrive nel P. S.: “Procurate che le mie lettere non siano vedute anzi bruciatele.”
Non resta alcun resoconto circa lo svolgimento della tanto attesa processione, ma le schermaglie fra i contendenti continuano. Nella lettera del 22 luglio il Brunicardi avverte Luca Marchi: “ … Ho letto la Perizia del Sig: Pellegrini [ing. Luigi Pellegrini di Borgo a Mozzano], essa ci è totalmente contraria. Si fonda anche nell’estimo antico che chiama comune la via di Castello. A voce vi dirò il resto. Bisognerà fare una contro perizia. …” [125/A]
Il tempo stringe e il cugino Brunicardi prepara una bozza di memoria da presentare al Gonfaloniere. Nella lettera del 7 settembre 1837 è data notizia di una epidemia: “Spero che per S: Croce ci rivedremo a Lucca. Vi sono tutte le solite Feste, e solo mancherà il concorso dei Forestieri, stante i cordoni sanitari”.[107/A]
La copia della bozza è conservata in archivio ed inizia come sopra riportato con la cronistoria dei lavori richiesti dal padre e dallo zio di Luca. Si elencano i punti per cui la strada è da ritenersi a servizio di “casa, e beni dei privati”, che “mai, ed in alcun tempo è stata racconciata a spesa della Comune, o della Sezione, ma sempre a cura, e spesa della casa Marchi essendo tutta fronteggiata dai suoi beni”, e che altri pergolati sono posti su strade percorse da processioni.
Presentata la nuova memoria l’avv. Brunicardi ha contatti a Lucca col Segretario dell’Interno, che lo informa del deposito di una nuova istanza contro il Comune, che sarebbe in procinto di dare l’assenso  alla realizzazione del pergolato. Ancora una volta, a fine missiva, si trova la preoccupazione che lo scritto delle lettere possa essere da altri conosciuto: “Torna troppo male a dir tutto per lettera, giacchè queste lettere non vanno quasi mai a loro destino, ed anche ieri me se ne smarrì una” [ AA/24].
Con la convocazione dei Marchi per “… prendere comunicazione delle condizioni da servire per base alla dimanda di costruzione di un pergolato …” [58/A], loro indirizzata dal Comune per il giorno 19 ottobre, sembra che si sia giunti ad una conclusione positiva del contenzioso.
Che per la questione pergola si profili una soluzione favorevole vi è una ulteriore conferma nella missiva del Brunicardi in data 6 novembre: “ … si hanno 99 gradi di probabilità che sarà favorevole non ostante le accanite opposizioni fatte, nelle quali figura anche un nome degli abitanti di Castello diverso dai Giuliani. Io mi lusingo dunque che fra tre o 4 giorni tutto sarà appianato. Voi però osservate il più profondo silenzio, e non vi ponete per ora a raccogliere firme contro i capi dell’opposizione. Il trionfo che io spero, sarà più bello senza questi mezzi  …”[AA/16]
Finalmente l’11 novembre viene comunicato dal Gonfaloniere  ai fratelli Marchi che: “…Sua Eccellenza il Ministro segretario di Stato degli Affari Esteri, e Interni si è degnato approvare il progetto, e condizioni per la costruzione del noto pergolato da loro richiesta, e per conseguenza io invito le SS. LL, a presentarsi a questo uffizio il giorno di Giovedì sedici del mese corrente alle ore nove della mattina per stipulare l’analogo contratto a forma delle condizioni approvate dalla E.S. …” [21/VARIE-DOC/M]
Dopo alcuni ritardi nella stipula del contratto (lett. del 16 novembre 1837) ed altre iniziative degli oppositori al progetto, fra cui sembra vi fosse anche il pievano (lett. del 26 dicembre 1837) il Commissario fissa la data definitiva per la conclusione dell’iter e specifica le condizioni a cui devono sottostare i richiedenti, al momento divenuti Sebastiano e Luca Marchi, essendo deceduto il padre di quest’ultimo. (lett. del 13 marzo del 1838). [23/VAR-DOC/M]
Le prescrizioni stabiliscono che la larghezza della strada rimanga della larghezza primitiva, che il pergolato non interferisca col percorso della processione del Corpus Domini, che il pergolato abbia un’altezza minima di circa 61/2 braccia [lucchesi – pari a 61/2 x  0,59 m =  3,8 m] e che le spese dell’atto siano a carico dei richiedenti.






DOCUMENTI D'ARCHIVIO:

Cariss: Cugino
Lucca 6 Luglio 1837
Sebbene nulla vi dicessi quando eravate a Lucca non approvai però molto che in pendenza della trattativa aveste collocato un nuovo legno sopra la pergola. Credetti per altro che non si volesse dar corpo alle ombre, e per questo lasciai di consigliarvi a rimuoverlo. Forse questa piccolissima circostanza ha dato ragione al Gonfaloniere di mischiar nella questione (tutta comunale) la sua qualità di suddelegato di Polizia. Ciò ha fatto sapere anche al Ministero dell’Interno per cui quest’ultimo si è dichiarato incompetente ed ha rinviato le parti innanzi ai tribunali. Or dunque cosa rimane a farsi?
Mio consiglio sarebbe che voi rimoveste quel legno, e quelle viti che avete situato sopra la via, onde mostrare docilità, e che quindi fareste un’istanza al Ministero per essere autorizzato a citar lo Comune,  e  che quindi è dare corso ad una citazione. Intanto potrete lasciar le cose nello stato si ritrovavano quando riceveste il primo ordine di desistere dal lavoro, ed aspettare ancora che venga il giorno 12 stante per avere un’esempio degli inconvenienti che tanto si magnificano pel passaggio della processione. Quando verrete a Lucca si farà l’istanza.
Sono queste righe in replica alla cara vostra di ieri e mi ripeto vostro aff. cugino.
B. Brunicardi
[AA/50]


Cariss: Cugino
Lucca 11 Luglio 1937
Replico in fretta alla cara vostra di ieri, perché mi manca il tempo. Ed in ordine al palo già collocato sopra la nota via dirò non esser più a lungo a dubitare se debba o no venir rimosso. Voi lo avete promesso al Sig. Gonfaloniere, ed alla promessa non potete mancare. Io vi avrei creduto più forte nel non promettere, ma ormai non può tornarsi indietro. Speriamo che questa vostra condiscendenza giovi per ammansire un Pascià. Io me ne lusingo anche perché siete stato consigliato a far nuova memoria. Questa circostanza mi dice qualche cosa. La memoria si farà, e si dirigerà anche al Sig. Gonfaloniere per non offendere un’altra volta la di lui gelosia dirigendosi al ministero.  La lepre tante volte si prende col carro [?]. Quando avrò un momento disponibile minuterò l’istanza. Intanto vediamo domani quali inconvenienti sapranno nascere.
Non ho potuto non rimarcare la borgellesca [?] tirata che vi fu fatta di dirigervi a me, e di meco consigliarvi. Ciò tendeva ad accertarsi (poiché non può non dubitarne) che io mi ingerisca nella coda = Dopo domani scrivetemi dicendomi se nella processione è accaduto alcun sognato disordine; quante erano le persone  e rimettetemi poi la minuta dell’altra memoria all’interno, quella della lettera al Sig. Gonfaloniere, e tutto ciò che è relativo all’affare, perché la nuova istanza sia in correlazione.
Ho dato l’ordine di sequestro al Sig: Maggiora. Solo per ridere vi dirò poi che dal Sig: Banchiere Petri fui fatto ricercare per due giorni onde propormi il richiesto imprestito per un tempo maggiore di un mese come bramavate. Io l’ho ringraziato dicendo che se occorre profitterò delle sue esibizioni ai 20 di 7bre p. v.
Il latore della presente è Marco Bartolomei.
Sono il vostro aff: cugino.
P.S.  Procurate che le mie                                                            B. Brunicardi
lettere non siano vedute
anzi brucia tele.
[AA/12]


Cariss: Cugino
Lucca 22 Luglio 1937
In gran fretta
Vi prego di passare al più presto possibile (poiché credo che dopo domani Paolo Magnani compratore sia per venire a Lucca) a Rosa Silvestri questo  …. [illeggibile] foglio.
La mia opinione è scritta nel foglio medesimo, ed è che la Silvestri possa vendere per pagare dei debiti.
Ho letto la Perizia del Sig: Pellegrini, essa ci è totalmente contraria. Si fonda anche nell’estimo antico che chiama comune la via di Castello. A voce vi dirò il resto. Bisognerà fare una contro perizia.
Sono il vostro aff: cugino
B. Brunicardi
[let. 125/A]



Cariss: Cugino
 Lucca 7 7bre 1837
Ho tirato giù in fretta una bozza di memoria da presentarsi al Sig: Gonfaloniere come mi chiedevate nella vostra graditiss: del 4 stante. Copiatela, e portatela in persona raccomandandone il sollecito disbrigo.
Spero che per S: Croce ci rivedremo a Lucca. Vi sono tutte le solite Feste, e solo mancherà il concorso dei Forestieri, stante i cordoni sanitari.
Dall’acclusa lettera vedrete che bisogna restituire gli [?] 100 al Sig: Cesare Nicolai.
Sono in fretta il vostro aff: Cugino
B. Brunicardi
[107/A]
[minuta]
Ill:mo Signore
Domenico, e Sebastiano Fratelli Marchi della Pieve di Controne avevano divisato [stabilito] di costruire una Pergola, come è noto a V: S: Ill:ma, su quel breve tratto di strada che partendo dalla via sezionale, e precisamente dall’angolo posteriore sinistro  della chiesa Parrocchiale conduce al piccolo gruppo di case detto di Castello. A tale oggetto avevano preparato da molti anni le viti sul poggio superiore del loro orto; avevano pur preparato, e fatto segare il legname occorrente con non piccola spesa, ed avevano cominciato a costruire nel loro campo inferiore un muro in pietra per piantarvi le colonne, ma tutto restò sospeso per effetto degli ordini in contrario ricevuti dalla V: S: Ill:ma.
Gli esponenti avrebbero tutti i mezzi per legalmente provare 1°: che quella via non conduce da luogo pubblico ad altro luogo pubblico, ma soltanto a casa, e beni dei privati 2°: che mai, ed in alcun tempo è stata racconciata a spesa della Comune, o della Sezione, ma sempre a cura, e spesa della casa Marchi essendo tutta fronteggiata dai suoi beni. 3° Che in S: Gemignano, e Pieve di Controne non esistono meno di sei pergole sopra strade decisamente sezionali 4: Che la fonte detta di Reuli (la quale da acqua in pochi mesi dell’anno non è pubblica, ma di proprietà della casa Marchi,e per una precaria tolleranza serve solo pochi abitanti di Castello, essendo la fonte pubblica in l°:[località] d:a [detta] a Fontaia. 5°: che la Croce, e la Processione passa non solo sotto la sudd:a pergola posta sopra strade sezionali, ma bensì (massime per le rogazioni, e S: Marco) sotto delle pergole di privati, e per san.. [illeggibile] rurali, ed anche a traverso di prati, e di selve. 6°: Che per conseguenza la d:a via non è né pubblica (cioè postale, o regia) né comunale, né vicinale, o sezionale, ma è una di quelle che diconsi generalmente comuni a diverse famiglie, e 7°: che i nuovi lavori ideati, lungi dall’occuparla, o impedirne, e limitarne il libero uso agli aventi diritto giovano ad ingrandirla, ed a renderla più comodamente praticabile, cosa che è nell’interesse massimo dei Fratelli Marchi. Al seguito di ciò i rispettosi Esponenti, senza punto intendere che i loro diritti restino pregiudicati, ma volendoli anzi vivi, e asseribili come di ragione, e qualora la presente istanza non venisse secondata, pregano la V: S: Ill:ma a voler revocare gli ordini dati per la non costruzione di d: pergola, ed anzi a compiacersi di loro permetterne la costruzione stessa;, offrendosi essi di farla alta da terra braccia sei, e mezzo in luogo di braccia sei, con dispendio maggiore, ed assicurandola che niun pregiudizio sarà per rinvenirne a chicchesia.
Tanto sperano dalla bontà della V: S: Ill:ma, mentre ossequiosamente in professione
Devotiss: Obed:mi Servi
pp. i Ricorrenti
Luca Marchi
Pieve di Controne 9 7bre 1837
 [15 VAR-DOC/M]




Cariss: Cugino
Lucca 24 7bre 1837
Non prima di iersera alle ore 2 di notte potei dai Bagni portarmi, ed arrivare a Lucca. Trovai che il Dottor Carlo Lordi [?] fratello del Notaio era stato a cercarmi, ed aveva lasciato detto alla mia serva che riteneva presso Filippi quattrocento cinquanta lasciatigli da uno che non mi seppe nominare, e che era partito per Livorno. Aggiunse che gli avrebbe consegnati a voi tostochè era avvisato dal Deponente che voi gli avevate consegnato la seta. Vedo che si tratta dunque dell’ebreo con cui pattuiste la vendita.
Ho parlato lungamente con questo Sig: Segretario dell’Interno per il noto oggetto, ed ho saputo che fu fatta un’istanza con cui si chiedeva di essere autorizzati per fare una causa contro lo Comune, perché voleva permettere un pergolato sopra una via pubblica. Il Sig: Gonfaloniere aveva già informato per il rigetto, ma il Ministero non ha anche deciso. Ieri poi fu presentata altra istanza per il med:o oggetto.
La cosa potrebbe, come mi diceste, concludersi forse anche qui a Lucca, ma sono stato consigliato a soprassedere fino a nuovo anno …..
Con più agio sentirò meglio … Torna troppo male a dir tutto per lettera, giacchè queste lettere non vanno quasi mai a loro destino, ed anche ieri me se ne smarrì una.
Sono in fretta il vostro aff: cugino.
B. Brunicardi
[AA/24]





N° 795
Signore
Sarebbe opportuno che VS. si recasse a questo ufficio comunicativo nella mattina del giorno diciannove di questo mese, onde prendere comunicazione delle condizioni da servire per base alla dimanda di costruzione di un pergolato, da lei fatta, sopra la via sezionale detta di Castello.
Riceva le proteste della mia stima.
Bagno li 11 Ottobre 1837
Il Commissario Incaricato dall’Amministr.ne Comunale
[firma illeggibile] 
Al Sig. Luca Marchi
della Pieve di Controne
 [58/A]



Cariss: Cugino
Lucca 6 9bre 1837
Ritornato dalla campagna nel di 3 stante trovai la cariss: vostra del due d:o a cui avrei voluto rispondere subito. Lo avrei fatto se non me lo avessero impedito le due feste di S. Carlo, e di Domenica. Stamane mi sono subito informato dello stato della nota ponenza [?], ed ho con piacere udito che la determinazione del Ministero non tarderà molto a venire, e che si hanno 99 gradi di probabilità che sarà favorevole non ostante le accanite opposizioni fatte, nelle quali figura anche un nome degli abitanti di Castello diverso dai Giuliani. Io mi lusingo dunque che fra tre o 4 giorni tutto sarà appianato. Voi però osservate il più profondo silenzio, e non vi ponete per ora a raccogliere firme contro i capi dell’opposizione.
Il trionfo che io spero, sarà più bello senza questi mezzi che d'altronde possono sviluppare una più forte inimicizia. Venerdì o Sabato venturo potreste portarvi dal Gonfaloniere, e pregarlo a dar corso al permesso, giacché io credo che a quell’epoca il  Ministro lo avrà riscontrato.
Se io non sono in tali giorni a Controne sarò quasi per certo ai Bagni Caldi ove avrò da trattenermi per due giorni circa, e dove mi porterò forse giovedì p. venturo 9 del corrente.
Sono in fretta il vostro aff: Cugino
B. Brunicardi
P: S: Vi prego di rimettere la qui acclusa a S. Cassiano di Controne
[AA/16]



N° 857
Ai Signori Domenico e Sebastiano
Fratelli Marchi
Della Pieve di Controne
Signori
Sua Eccellenza il Ministro segretario di Stato degli Affari Esteri, e Interni si è degnato approvare il progetto, e condizioni per la costruzione del noto pergolato da loro richiesta, e per conseguenza io invito le SS. LL, a presentarsi a questo uffizio il giorno di Giovedì sedici del mese corrente alle ore nove della mattina per stipulare l’analogo contratto a forma delle condizioni approvate dalla E.S.
Confermo loro frattanto la mia stima particolare.
Bagno 11 Novembre 1837
Il Commissario               dell’Amministrazione Comunale
(firma)
[21/VARIE-DOC/M]



Ill:mo Sig:re
Non avendo in quest’oggi potuto aver luogo la celebrazione del contratto a cui si compiaceva di invitarci con pregiatissima sua …. Attesi gli incomodi di salute della S: V: Ill.ma, saremmo a pregarla di aver la bontà di farci significare il tenore delle condizioni alle quali deve essere associato il permesso di costruire il pergolato di cui si tratta, e ciò per ben conoscere gli oneri ai quali anderemo ad assoggettarci, e per portarvi sopra le nostre considerazioni; come pure la preghiamo di assegnarci il giorno in cui dobbiamo per l’oggetto surriferito presentarci innanzi a V: S: Ill.ma dalla con tutto il rispetto ci professiamo
Devotiss: [?] Servi
Pieve di Controne 16 9bre 1837                                    Per Sebast:o e Dome:o Marchi
 Luca Marchi
[61/A]



Cariss: Cugino
Lucca 12 Xbre 1837
Eccovi il conto della spesa delle due iscrizioni ipotecarie L:o Giuliani
Borderò per il capitale di Censo di F 30 £  5. 14. 4
D:o per il Capitale di causa F 24 “  5. 14. 4
Spesa refettibile al Giuliani £ 11.  8.  8.
A ciò aggiungete per due visure di contratti in Arch.o       1.  8. –
e la spesa totale ammonta a £ 12. 16. 8.
Voi mi lasciaste £ 14. 18. 8, e però a pareggio vi rimetto qui con piegato £ 2. 2. Ritenendo la ricevuta delle ipoteche presso di me.
Oggi mi sono tutto occupato dell’accomodamento che si tratta fra la Clotilde Allegrini col proprio Padre. Quest’ultimo ha fatto una proposizione che spero venga accettata. Domani si deve avere una risposta definitiva.
Iersera parlai lungamente col Sig: Commissario di Villa, e lo informai di tutto minutamente.  Fu così persuaso delle vostre ragioni, che qualora vada al Bagno, come sempre si spera, sarà una delle prime cose da sbrigarsi, il permesso della vostra pergola. Ebbi luogo di udire, non esser vero che la connota persona si recasse da lui. Bensì gli fu fatto un discorso presso a poco eguale a quello che mi riferite nella vostra lettera degli 8 stante, da quel Sig: Pievano che aveva parlato col vostro vicino.
Sono in fretta il vostro aff: Cugino
Voltate  B. Brunicardi
A 26 Xbre 1837
Sapendo che eravate partito per Arezzo sospesi di rimettervi la presente, che ho riaperta.
Aggiungo queste righe per dirvi che incombessi il mio Fratello Santino di passarvi mezza libbra di grano gigante di S: Elenache costò a Livorno tre lire toscane a libbra ossia paoli 4 ½.
Ritengo dunque altre £ 1. 13. 9 e vi accludo soltanto £ -, 8. 3. Qualora non lo aveste ricevuto fatene da lui ricerca.
Con R: Decreto del 5 cadente fui nominato auditore della R. Ruota Civile, impiego più dignitoso di quello di avere nella Ruota Criminale.
Sono in fretta il vostro aff: Cugino
B. Brunicardi
P. S: A suo tempo gradirei mi
compraste due prosciutti … [?]
come quelli dell’anno scorso
[AA/23 ]




N° 156
Ai Signori Sebastiano e
Luca Marchi della
Pieve di Controne
In sequela d’autorizzazione superiore, significo alle SS. LL. che la domanda fatta a quest’Ufficio  postulativa il permesso di costruire un pergolato sulla via di Castello in cotesta Sezione, può venire secondata alle condizioni di cui appresso; cioè
1.° Che la via di castello debba rimanere, in tutta la sua primitiva larghezza, libera da ogni ingombro, legno, né possa in alcun tempo venire ristretta dalle colonne, o legni appartenenti al pergolato, né da altro oggetto.
2.° Che in quella porzione di via, da cui transita la processione del Corpus Domini non sia lecito alle SS. LL. [Signorie Loro], né ad altri di fare alcuna pergola.
3.° Che sul rimanente dell’anzidetta via di Castello verrà permesso alle SS. LL. di costruire un pergolato, purché in tutta la sua linea, ed estensione non sia a minore altezza dal suolo sottoposto di braccia sei, e mezzo circa, e venga a tale altezza mantenuto.
4.° Che dalla presente concessione debba a loro spese stipularsi atto notarile, da darsene estratto all’Ufficio Comunale.
Invitansi pertanto le SS. LL. a presentarsi a quest’Ufficio Comunale lunedì prossimo, diciannove corrente, per lo effetto di procedere alla stipulazione del relativo Contratto.
Professo la mia stima distinta.
Bagno li 13 Marzo 1838.
Il Commissario Giusdicente Incaricato
M. Ant.o Martinucci
[23/VAR-DOC/M]


domenica 24 novembre 2013

MORTE IN TERRA DI GERMANIA DI PIETRO MARCHI, FIGURINAIO DELLA PIEVE DI CONTRONE


Morte in terra di Germania di Pietro Marchi, figurinaio della Pieve di Controne

A metà ’800 nei paesi della Controneria (Comune di Bagni di Lucca) non vi era famiglia che non avesse componenti all’estero per vendere statuine di gesso.
Anche i fratelli Arcangelo e Pietro Marchi nel 1879 erano emigrati in Germania e avevano iniziato a fabbricare e vendere le statuine di gesso, quando una malattia improvvisa provocava la morte di Pietro
PIETRO MARCHI
ARCANGELO MARCHI
La famiglia, deceduto il padre Luca nel 1876, era composta dalla madre Agnese Giambastiani, da sette figlie e da tre figli, come riportato nella “Situazione di Famiglia” del 1872.



A) Le vicende dei due fratelli in terra di Germania, fino alla morte di Pietro, è riassunta nella lettera inviata da Arcangelo al Console generale italiano ad Amburgo [la calligrafia molto ordinata ed elegante e la correttezza della lettera non è sicuramente per mano del mittente]:
“Signor Cristoforo Robecchi
Console generale italiano
Amburgo.-
Dietro Sua richiesta, Le invio la presente, per darLe quelle informazioni riguardo agli affari di comune interesse fra noi due fratelli Arcangelo e Pietro Marchi.
Partito io sottoscritto il 22 Aprile dall’Italia; arrivavo in Amburgo il I° Maggio e per 6 giorni negoziai da per me in alabastro.
Il 5 Maggio affittavo un locale destinandolo alla lavorazione delle figure in gesso.
Addi 7 stesso mese arrivava da Brema il defunto fratello Pietro ed unitosi a me; si seguitarono i lavori da me gia cominciati; lavori, le spese dei quali, dovetti io sborsare, essendo il suddetto sprovvisto affatto di denari; e Lei ben conosce, che allorché s’incomincia qualsiasi affare molte sono le spese e pochi o nulla gli incassi. Non molto tempo dopo il Pietro si ammalò per 8 giorni, e quindi nuovo versamento di denari, per le non indifferenti spese del dottore, medicinali etc.
Guarito ricominciò ad aiutarmi, dico aiutarmi, non essendo egli troppo pratico nelle lavorazione di dette figure.
 L’11 del Giugno riammalò e conosciuto la gravità della malattia, dietro suggerimento del dottore curante, lo feci trasportare all’ giorni di malattia spirava.
Eccole i poche parole spiegato lo stato delle cose. Certo di aver soddisfatto al giusto Suo desiderio; passo a segnarmi con tutta stima
sempre ai di Lei commandi obedientissimo
Arcangelo Marchi
Amburgo li 5 luglio 1879” [N° 30/Arc – archivio Marchi]


Il documento appare burocratica nella forma e nel contenuto ed ben diverso dalle missive inviate da Arcangelo ai familiari durante la malattia e dopo la morte del fratello Pietro.
B) Arcangelo annuncia la grave malattia di Pietro al fratello maggiore Giuseppe. Oltre alla stato di salute di Pietro sono trattati gli affari che non vanno bene. La lettera è sconclusionata e piena di errori.
“Leggela da per te che non ti veda nessuno
Caro fratello
Amburgo 18 giugno 1879
Sarà già del tempo che aspetti la risposta, e denari, e potevamo aver mandato tutto, ora senti il motivo, abbiamo avuto disgrazia ma poi non cie nulla di nuovo, ma cosa che imbrogliato tutti gli affari. Da poi che sono ritornato io, e che io e Pietro siamo insieme, Pietro e stato quasi sempre malatello, ora poi si è ammalato un pochino grave! Ma stai pure tranquillo che presto sarà guarito, questo è stato tutto l’imbroglio che io non ho potuto attendere agli affari,  e credi bene che per ora non si può mandare denari, farai tu l’impossibile di rimediare tutto, e la cambiale di Volterra, non ci sarà altro il mezzo che, tu l’avvalli, e la scriverò anco io che abbiamo avuto questa disgrazia se no era già pagata.
Ricevemmo un dispaccio da Monaco, e tue lettere, e come si era combinato, andò Pietro a Gemeinden , e la trovò i ragazzi, e li portò qui, e sono bravi ragazzi e ubbidienti, lo dirai ai Padri suoi che stiano pure tranquilli che si penza tutto noi.
Erano troppo contenti e il mestiere andava bene che non l’avrei neppure creduto. Caro frateloo!!! Ci vuole coraggio e non te la prendere sarà quello che Iddio vuole ma pare che per nostro fratello Pietro non giovi nulla io faccio quello che posso e più ma i Dottori me l’hanno fatto spedito !!! Da tanto che lo desidero spero ancora bene, la sua malatia e grave. Se tu ci avessi da fare qualche cosa per gli affari di casa io rti ho avvisato apposta, che è in pericolo, fai come credi io non ho potuto fare nulla perché li prese una febbre, e sorti di sentimento e non cie più tornato.
Torniamo agli interessi come ti dico non ti posso aiutare farai un debito che anco io bisogna che lo faccia qua.
Non fare sapere nulla a nessuno di queste cose, specialmente a Mamma m ancora a nessuno mi farai pronta risposta io pure ti riscrivo presto specialmente de migliorasse ti scrivo subito.
Ricevi tanti saluti e fanne parte alla famiglia, e tutti chi domanda di me dandoti una stretta di mano segno tuo Aff.mo fratello
Arcangelo Marchi
P: S: e assistito daun prete che parla Italiano
Bramerei sapere se le casse di Volterra l’anno spedite se no per ora si potrebbe fermare”
[N° 29/Arc – archivio Marchi]



C ) Arcangelo descrive la morte di Pietro al fratello Giuseppe e riferisce sulle spese sostenute per il funerale.
“Caro Fratello
Amburgo 26 Luglio 1879
Riguardo alla tua cara del 10 corrente mese, la quale mi dava il dispiacere nel sentire che tanto tu come Mamma e sorelle, vi consolate assai il sentire la buona morte che fece il nostro Pietro: e così mi dicono tutti gli amici di qui, che è cosa proprio da consolare e non da piangere, io pure mi consolo assai perche ho avuto la [illeggibile] di poterlo curare, ed assisterlo per bene nella sua malattia, e fino che non è stato interrato, ed ora pure come ti scrissi che gli ho comprato il terreno distinto, dove gli farò fare un monumento per avere sempre memoria del nostro caro Pietro. Mi consola molto il sentire che gli avete fatto un bellissimo funerale e che gli sono state dette tante messe; io pure procurai di farli fare funzione di Chiesa accompagnamento al cimitero insomma tutto in ordine e non prezzavo lo spendere, come vedrai dal certificato del Console, che annuncierà anco le spese, ma soltanto le grosse, e la somma passerà £ 200 non contando le piccole spese., ma se ne avessi spese ancora di più sarei ancora più contento, che sono per nostro caro fratello che lo meritava la sua bontà. Sento che brami avere un ricordo, ti prego avvisarmi che ti sarebbe più caro che io ho conservato tutto. Il ritratto non l’aveva ma deve avere uno costà, se lo trovi lo conserverai che quando torno almeno anco io potrò vederlo, e darli un bacio.
Ricevi i miei cari saluti dei quali ne farai parte a Mamma e sorelle, e dandoti una forte stretta di mano il tuo
Aff.mo fratello A. Marchi” [N° 31/Arc – archivio Marchi]







D) Arcangelo cerca di consolare la madre (lettera incompleta).
“…. ghava, e diceva che si trovava bene servito , e che stava bene la notte del 19 dopo aver ricevuto tutti i sacramenti dormi fino alla mattina del 20 e quando si svegliò aveva riperduto il sentimento, e sempre più lo perdeva, io persi tutte le speranze come pure il Sacerdote e il Dottore dissero che non poteva più guarire. Stetti con lui il 21 fino alle 9 [d]i sera, e poi l’abbandonai g[mutilo] …  [d]issi addio, ma non mi conosceva più, e lo lasciai al Sacerdote che l’assti fino a l’ultimo minuto che fu il 22 alle ore 8! Di mattino
Cara Madre! Di una perdita tale piangerebbero anco i sassi, ma poi bisogna rimettersi alla volontà d’Iddio e vedete che gli voleva proprio bene e l’ha voluto con lui, e gli ha dato un giorno di sentimento per ricevere i Santi Sacramenti e poi dopo due giorni lo ha preso, certamente perdere un fratello o figlio il dolore e grande ma morire bisogna e bisogna rimettersi, e ringraziare Dio che lo ha assistito fino gli ultimi momenti, e gli ha fatto fare una morte santa, senza soffrire, e dopo avere ricevuti tutti i Santi Sacramenti, dunque vi prego a non persarci più e così farò io e bisogna dire Dio ha voluto così e così sia.
Il Sacerdote che lò ha assistito prega a scrivervi che non ci pensiate, e dice, che sarebbe contento di fare una morte uguale, e dice che perché era tanto buono Dio lo ha voluto con se.
Il medesimo Sacerdote gli ha fatto tutte le funzioni, lo ha accompagnato al campo santo in somma tutto in regola. Vi saluto con tutta la famiglia chiedendovi la materna benedizione mi segno vostro aff.mo figlio Arcangelo Marchi.
Vi prego rispondete presto.” [N° 31bis/Arc – archivio Marchi]

domenica 17 novembre 2013

LETTERA DAGLI STATI UNITI DURANTE IL PROIBIZIONISMO - 1922


Lettera del 1922 dagli Stati Uniti durante il proibizionismo.
[Col termine proibizionismo s'intende il periodo fra il 1919 ed il 1933 in cui negli Stati Uniti venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool.]

Carmo Enrico
Arlington 2. 16. 22.
Ricevvi la tua cartolina e ti ringrazio di avermi fatto così sapere che hai ricevuto la mia lettera.
Come saprai qui, negli Stati iniqui, siamo all’asciutto, (intendi non si può avere liquori vino e birra) quindi tutti se ne fanno da per se, chi in una maniera e chi nell’altra, ma a nessuno riesce ad avere un buon alcool, e molte volte, oltre che essere di sapore cattivo è melmoso e vi sono spessissimi casi anche di morti.
Dunque avrei bisogno di un libro o due, che insegnasse come averlo dall’uva o dall’orzo e zucchero e più specialmente come si può riconoscere quando è puro o se nò, come si può depurare.
Il meglio credo sia che tu scriva all’Hoepli di Milano e lui ti manderà certo il migliore.
Non scrivo io direttamente perché è un imbroglione e una volta mi fece pagare due volte il medesimo libro quindi mi raccomando a te.
Se credi, prima di ordinarlo, puoi guardare qualche catalogo dei manuali Hoepli, cosa che io ho già fatto, ma i miei cataloghi sono troppo giovani (1904 !?!).
Insomma fai come meglio credi, ma ciò che mi preme di più sarebbe di avere questi libri il più presto possibile perché adesso ci commercio e mi preme di avere della roba buona. Quindi guarda di occupartene subito.
r. 8/5/22 [risposto il …]
Noi tutti bene, il Luigi è adesso nel Canadà e presto andrà in California a S. Francesco, e facilmente fino a giugno non tornerà a casa.
Abbiamo tra noi Achille Barsi che a maggio ha finito di fare il marinaio e tornerà al Borgo [Borgo a Mozzano – Lucca] ; non so se te ne ricordi.
Spero e auguro che anche tutti voi stiate bene e mi dico
Tuo aff:mo Amico
L. Pellegrini

P.S. Denari non te ne mando o perche non so quanto spenderai.
Puoi arrivare anche a £ 50, o 100 e se ti accomoda chiedili alla zia Marianna.
 Salute






venerdì 8 novembre 2013

CONTRATTO DI DOTE FRA LUCA MARCHI E AGNESE SUA SPOSA - 1838


Nota del Contratto di Dote fra Luca Marchi
e Agnese sua Sposa [ 1838 ]
A di 30 Marzo 1838

Il Notaio S. Frediano Stefani si è rogato del Contratto di Dote di £ [lira lucchese] 200 costituita da Giovanni di Sebastiano Giambastiani alla sua figlia Agnese domiciliati a S. Gennaro e futura sposa sel Sig. Luca di Domenico Marchi domiciliato alla Pieve di Controne.
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L’istituto della dote è antichissimo ed e stato particolarmente curato nella società greca e romana, poi modificato nell’alto medioevo con l’introduzione di consuetudini germaniche. Nell’età comunale le doti furono limitate nella consistenza per evitare che matrimoni con cittadini di altri comuni sottraessero ricchezza al territorio. Nel XVIII sec. l’istituto della dote riprese vigore e applicato fino al 1975, quando il nuovo Diritto di Famiglia mise fine all'obbligo della dote da parte della futura sposa, ritenendola un istituto ormai anacronistico .
L'ammontare della dote dipendeva dalla generosità della famiglia, dal gruppo sociale di appartenenza degli sposi, e consisteva, oltre che nel corredo, in beni immobili e/o denari.