venerdì 1 gennaio 2021

LE ULTIME ELEZIONI LIBERE DEL 1924 A BORGO A MOZZANO (LU)

 

Le ultime elezioni libere del 1924 a Borgo a Mozzano (LU).

Il manifesto del 28 novembre 1924, a firma del sindaco avv. Enrico Pellegrini, annuncia che “le elezioni per la rinnovazione del Consiglio Comunale” avrà luogo il giorno 24 dicembre del 1924, aggiungendo che l’Amministrazione “ha compiuto in quest’anno l’ordinario periodo quadriennale fissato dalla legge” e “ha voluto non protrarre le proprie funzioni sino a I° Giugno venturo, epoca che il decreto di proroga del 27 aprile 1924 stabiliva; e ciò perché la nuova Amministrazione iniziasse con programma e criteri propri l’esercizio del nuovo anno.

È da ritenere che la ragione per non prolungare le funzioni amministrative fosse in larga parte dovuta agli attacchi scomposti dei fascisti del comune, appoggiati dal ras lucchese Scorza. Così sul giornale “L’Intrepido”, quotidiano fascista diretto dal nominato ras: “Il giorno 10 agosto corr. [1924], i Segretari dei Fasci del Comune di Borgo a Mozzano votarono il seguente ordine del giorno:

I Segretari politici di tutti i Fasci del Comune di Borgo a Mozzano; in adunanza plenaria del 10 agosto 1924.

Prendendo in definitivo esame la situazione morale, politica, Amministrativa del Comune di Borgo a Mozzano, per parte dei suoi amministratori, situazione che già da lungo tempo è oggetto di osservazione da parte dei fasci suddetti, i quali sentono il dovere e si propongono di adempierlo, di non trascurare una vigilanza, ai fini del bene pubblico, su quanto si compie dall’Amministrazione, non trascurando quanto in rapporto colla questione generale politica;

Constatato come dopo la marcia su Roma, furono rinnovate moltissime Amministrazioni locali onde fossero sinceramente concordi col movimento generale rinnovatore col movimento generale rinnovatore della coscienza Nazionale, e che l’Amministrazione Comunale di Borgo a Mozzano poté rimanere al suo posto, nella fiducia che sentisse tale rinnovamento, operasse con diligenza di propositi Nazionali e locali.

Considerato che a tale fiducia mancò, e che da troppo tempo l’Amministrazione comunale di Borgo a Mozzano dà penosa prova ……. Constatato che essa [Amministrazione comunale] corrisponda con assai scarsa sincerità di opere ai concetti ispirati dalla volontà della Nazione, contro la quale invano e pietosamente contrastano tendenze occulte o palesi di opposizione non degne ……[ i Segretari dei Fasci]  deliberano di scindere più completamente ancora di quanto non abbiano fatto finora la responsabilità dei Fasci dall’azione dell’Amministrazione Comunale di Borgo a Mozzano …….

Ancora dall’Intrepido è rivolto un violento attacco all’amministrazione comunale per le parole espresse nell’avviso delle elezioni. Per il 25 dicembre corrente sono indette l’elezioni comunali di Borgo a Mozzano. Nel darne annunzio, la Giunta Municipale in un manifesto ha subdolamente attaccato il Fascismo. Per tale fatti si sono riuniti i Segretari Politici di questo Comune ed hanno votato il seguente ordine del giorno: l’inopportunità della pubblicazione di tale manifesto, il quale contiene affermazioni favorevoli, e quindi molto discutibili, circa l’operato di essa …. e contiene, altresì, affermazioni assai azzardate e poco generose verso il Fascismo, del quale si vorrebbe chiuso il ciclo di vita, ….. rivendicano al fascismo la sua funzione di continuità storica, poiché esso è l’unica speranza e l’unico fattore di rinnovamento …. decidono di non raccogliere per ora nessuna provocazione …. Ma si riservano di rispondere ad alta e chiara voce …. dopo che i popolo …. avrà scelto la rappresentanza del Comune …..”

Il 14-12-1924, a pochi giorni dalla votazione, il medesimo giornale  pubblica: “Domenica 21 corrente avranno luogo a Borgo a Mozzano le elezioni per la nomina del Consiglio comunale. Due liste – checché ne dicano altre voci – sono in lotta: quella del Fascio e quella dei combattenti….. Giunti alla soglia delle elezioni, i Fasci intendevano completare la loro opera di risanamento amministrativo col formare una lista aliena da ogni concetto politico, aggiungendo ai nomi espressi dalle loro file, i nomi di persone che potessero con sincera fede cooperare al bene del paese ….. Disgraziatamente. L’intenzione corretta e sana si è urtata contro una velleità che ha assunto un carattere nettamente politico, proprio da parte della sezione dei Combattenti, che si compiace di definirsi apolitica ….. Il paese, nel quale non mancano certamente correnti coscienti e sane, giudicherà……”


 

La vittoria delle elezioni fu appannaggio della lista dei Combattenti, allora i fascisti iniziarono a osteggiare pesantemente la nuova Amministrazione. Il Partito Fascista aveva ritenuto di poter conquistare il comune di Borgo a Mozzano, uno dei soli 6 comuni dei 28 della provincia di Lucca, che non avevano il consiglio comunale completamente fascista, ma a guida dell’ANC (Associazione Nazionale Combattenti).

Nella prima seduta del 7 gennaio 1925 il nuovo Consiglio a maggioranza antifascista (11 consiglieri popolari, 4 combattenti, 3 della Democrazia Sociale, 3 liberali, 2 socialisti unitari, 1 dissidente fascista) elesse come sindaco il Cav. Avv. Tedice Santini, ma subito si ebbe un attacco violento da parte dei consiglieri del fascio che lo portarono alle dimissioni.

Lo scontro fra l’amministrazione e i fascisti nella seduta inaugurale s’imperniò, almeno formalmente, sul rifiuto dell’ANC di omaggiare il capo del Governo Mussolini ma solo “l’Augusta Persona” del Re, come si legge nel manifesto del’Associazione Nazionale Combattenti – Sezione di Borgo a Mozzano.

 


La cronaca ufficiale conosciuta di questa drammatica seduta e dei giorni che seguirono deriva da atti di parte fascista, è pertanto interessante il contenuto della lettera inviata il giorno seguente al Prefetto dall’ex sindaco Enrico Pellegrini.

 8 gennaio

Come la S.V. sa, il 21 di decembre 1924, ebbero luogo in questo Comune le elezioni amministrative per la nomina del Consiglio Comunale.

Da dette elezioni uscì vincente la lista completa dei Combattenti contro una seconda lista proposta dal Fascio locale.

Ieri 7 corrente, fu convocato il nuovo consiglio e si procedette alla nomina del Sindaco e degli Assessori, dopo di che un Consigliere della minoranza fascista propose l’invio di due telegrammi uno alla Sua M[a]està, l’altro a S. E. Benito Mussolini. La maggioranza del Consiglio, e primo fra tutti l’eletto a Sindaco, Cav. Tedice Santini, Maggiore di M. T. del R. Esercito Italiano, approvò l’invio del telegramma a S. M., e non accettò l’invio del telegramma a S. E. Mussolini.

 Dopo la seduta consigliare sono avvenuti fatti che la S. V. potrà accertare con opportuna inchiesta. Conseguenza di che è il fatto delle dimissioni della carica dell’eletto a Sindaco Cav. Santini. Al tempo stesso che ho appreso le dimissioni suddette, anzi rinuncia, è pervenuto a questo Comune una lettera di dimissioni protesta di cinque Consiglieri della Minoranza.

Poiché nella mia qualità di Sindaco uscente, e non esistendo ancora il successore a tale ufficio, non saprei quale provvedimento adottare in riguardo, tanto più che il testo della lettera sembra contenere apprezzamenti di indole delicata e tali da provocare reazioni da parte delle persone alle quali sono diretti, invio alla S.V. la protesta in parola, onde voglia compiacersi esaminare il caso suggerirmi i provvedimenti da adottarsi. 

Con osservanza,

Il Sindaco

 

 

Assieme alla copia della lettera inviata al Prefetto non è stata conservata copia della missiva “di cinque Consiglieri della Minoranza”, ma sulla minuta solo scritti appunti scritti a matita che certamente si riferiscono alla seduta e ai giorni successivi.

“ = Frasi del Segretario politico del Fascio: che la prossima seduta consiliare sarà fatta col manganello – se la seduta sarà presieduta da lui ecc.

= Convocazione immediata del Fascio per decisioni urgenti

= Adunata di fascisti sulla piazza di S. Rocco

= Voci catastrofiche di invasioni da parte di fascisti che verrebbero da fuori. - Che il consiglio non si sarebbe più adunato ecc.

= Invio dell’Intrepido biffato “evidenziato” del giorno 8/1/25 all’avv.to Santini.

= Reazione del Segretario Politico all’ammonimento del Sindaco colle parole me ne frego dirette al Sindaco alla sua presenza il quale aveva dichiarato la sua qualità di Uff. di P.[ubblica] S. [sicurezza] nel fare l’avvertimento suddetto.”

A breve giro di posta, il 12 gennaio 1925, viene trasmessa all’ex sindaco Pellegrini la secca risposta della prefettura.

 “ Poiché il nuovo Consiglio Comunale si è già insediato fino dal giorno 7 corrente, e poiché questa Prefettura ha già reso esecutoria la deliberazione di nomina della Giunta, prego la S. V. voler procedere alla consegna dell’amministrazione alla Giunta stessa.

Il Prefetto”

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Nel 1925 l’Amministrazione antifascista di Borgo a Mozzano fu travolta dalle minacce fasciste e dalle repressioni poliziesche, spengendosi così una delle ultime voci libere in provincia di Lucca:

- 7 gennaio 1925 nominato sindaco Tedice Santini,

- 9 gennaio 1925 dimissioni del sindaco Tedice Santini,

- 6 febbraio 1925 l’Intrepido parla della seconda riunione del Consiglio comunale dove il “facente funzione del Sindaco propone di respingere le dimissioni del Sindaco e dei consiglieri fascisti di minoranza”.

- 18 marzo 1925 eletto un nuovo sindaco Quirino Conti, della lista dei Combattenti.

- 15 giugno 1925 dimissioni del sindaco Quirino Conti.

- 26 giugno 1925 dimissioni di tutti i consiglieri del Consiglio Comunale.

- mese di  luglio nomina del Commissario Prefettizio cav. Uff. Romeo Angelelli nota “…. Il sig. Angelelli, persona retta e capace, e di sicuri sentimenti fascisti, sarebbe secondo me idonea a reggere il comune di Borgo a Mozzano… ” - Dall’ archivio Dell’Ist. Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca – minuta di una lettera del 5 luglio, contrassegnata n° 1001 (Gabinetto della Prefettura di Lucca)

 

giovedì 10 dicembre 2020

I CONTRASSEGNI DELLE CINQUE LISTE FIORENTINE NELLE ELEZIONI DEL 1919


I contrassegni delle cinque liste fiorentine nelle elezioni del 1919

Il 16 novembre 1919 per la prima volta in Italia si votava con il sistema proporzionale, per cui i deputati venivano eletti in proporzione ai voti ricevuti dalle varie liste. La proporzionale permetteva così che le forze dei singoli partiti fossero presenti in parlamento, nella stessa proporzione in cui si trovavano nella società.

Il giornale “La Nazione” del 29 ottobre 1919 riporta in prima pagina i contrassegni delle cinque liste che si erano presentate a Firenze.

 

Il primo contrassegno appartiene al “Partito Liberale”, fondato sull'impostazione liberista e laica dello Stato, che rappresentava idealmente la tradizione moderata del Risorgimento.  I suoi simboli elettorali consistevano solitamente in una torcia, oppure uno scudo con aquila, o altro, come in questo caso realizzato con il giglio simbolo della città di Firenze.


Il secondo contrassegno appartiene ai “Costituzionali indipendenti”, gruppo vicino a Partito Liberale ma sensibile al mondo del lavoro, con rappresentato nel logo un agricoltore che stringe la mano a un operario e la scritta “pace e lavoro”.

 

Il terzo contrassegno è dei “Combattenti”. Questo movimento nacque a Milano nel marzo del 1919 per unire gli ex combattenti della grande guerra. Ha come simbolo l’aratro (del tempo).

 

Il quarto contrassegno è del P.I., con disegnato lo scudo crociato e riportata la parola Libertas. Questo emblema sarà fatto proprio dalla Democrazia Cristiana, fondata nel 1943 e scioltasi nel 1994.

 


 

Il quinto contrassegno è del partito socialista ed era contrassegnato dalla falce e martello, dentro una corona di spighe. Nel 1919 fu adottato questo simbolo, che ripeteva quello ufficiale della neonata Unione Sovietica. 

 


 

lunedì 16 novembre 2020

LA GRAMMATICA ITALIANA SPIEGATA DA UN FANCIULLO .....1867

LA GRAMMATICA ITALIANA SPIEGATA DA UN FANCIULLO ……. (1867)

L’autore è Alfonso Cristofanini vissuto nel XIX sec. ed appartente ad una eminente famiglia di Borgo  a Mozzano (Lucca – Toscana). 

 

Stemma famiglia Cristofanini


Le pagine sotto riportate sono tratte dal libriccino “ una prima idea al bambino della grammatica italiana per Alfonso Cristofanini



L’editore nella prefazione sottolinea che il libriccino è stato scritto dal Cristofanini giovinetto, e vuole mettere alla prova la veridicità del detto: “E’ cosa ammirevole molto il come i ragazzi intendosi fra loro ........”.


Lezione 1

 


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Del Ripieno

 

domenica 14 giugno 2020

LETTERA DI UN CARCERATO NEL PENITENZIARIO DELLE MURATE DI FIRENZE - 1882


Lettera di un carcerato del 1882 nello stabilimento penale delle Murate a Firenze.

La lettera è scritta da un carcerato alle Murate di Firenze al padre residente a Vico Pancellorum, un piccolo paese della val di Lima in comune di Bagni di Lucca.



 

stabilimento penale delle murate                            Firenze. a di 27 Mro [Marzo] 1882
              in Firenze
           _______________
           N 819
   I detenuti condannati a carcere non possono scrivere
E spedir lettere se non dopo la detenzione di un mese, ed
in seguito una volta ogni mese.
     Le  lettere  non  francate  della  giusta
tassa postale saranno respinte.
  Eccetto il  caso  di circostanze  straordinarie i detenuti
 non   sono  ammessi a  ricever  visite  se non  dope  tre
 mesi di detenzione penale, ed in seguito una volta ogni
 due mesi.

Caro Padre
Io godo buona salute e così spero di voi e di  tutta la
  famiglia. Vi prego salutare la Mamma e i fratelli e tutti di casa.
             Sappiatemi dire se avete fatto l’ istanza per ottenermi la grazia
             di 6 mesi.
     Salutate tutti i parenti e chi domanda di me.
              Mandatemi a dire se avete ricevuto lettere da mio fratello.
    Augurandovi a tutti la buona Pasqua mi confermo

Vos.[tro] Aff.[ezionato] Figlio
Saluta la Cognata G. Antonio  L======

lunedì 25 maggio 2020

REGOLO CALCOLATORE PER CEMENTO ARMATO - 1944


regolo calcolatore per cemento armato (1944)
I regoli calcolatori erano una tipologia di calcolatore meccanico analogico manuale, utilizzato tra il XVII e il XX sec., prima dell'avvento dell'elettronica, ed il loro funzionamento si basava sulle corrispondenze tra scale graduate. Generalmente presentavano una forma lineare, ma per ottenere una graduazione delle scale più lunga era utile disporle su una circonferenza.
L’esemplare sotto riportato è un regolo Circolare Logaritmico per il calcolo di strutture in cemento armato (pilastri, sezioni rettangolari, sezioni a T).




Il quadrante formato da otto corsoi ad anello, rappresentanti ognuno una variabile delle formule di calcolo, e da un anello esterno fisso, riportante una scala di valori di peso espressi in chilogrammi; su ogni corsoio sono segnati gli indici dei possibili valori della variabile. La manovella manovra i corsoi attraverso otto bottoni posti lungo il braccio. Sollevando un bottone, l'anello corrispondente rimane fermo. Sul lato anteriore è presente una finestrella scorrevole in vetro per la lettura dei risultati; a destra del binario sul quale scorre la finestrella è collocata una tabella di riferimento per i risultati. Sul fondo della regolo è posto un sostegno mobile per inclinare l'apparecchio








sabato 23 maggio 2020

IL FIASCO DELLA PRIMA DELL'OPERA "MADAMA BUTTERFLY" E LA REAZIONE DEI LUCCHESI.


Il fiasco della prima dell’opera Madama Butterfly e la reazione dei lucchesi.
Il 17 febbraio 1904 alla Scala di Milano, l’opera “Madama Butterfly” del maestro Giacomo Puccini fu un clamoroso fiasco, anche sottolineato dai titolo dei giornali del tempo: «Puccini fischiato», «Fiasco alla Scala» o ancora «Butterfly, opera diabetica, risultato di un incidente».
Il 21 febbraio dello stesso anno L’Esare, giornale di Lucca, pubblica un trafiletto che annuncia un’ iniziativa a favore del concittadino Puccini.

TESTATA DEL GIORNALE "L'ESERE" (domenica 1 Febbraio 1904)


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venerdì 22 maggio 2020

LA GRANDE GUERRA: " BOMBA A GAS INVENTATA IN AMERICA".


La grande guerra: bomba a gas inventata in america”.
Durante la grande guerra furono usati gas tossici quali il fosgene, impiegato nel 1915 dapprima dai Francesi, poi anche dai tedeschi, e l'yprite, usata dai tedeschi nel 1917. Un articolo del 21 maggio 1915 sul giornale L’ ESARE riporta la notizia di una “bomba a gas inventata in america”.

 Testata del giornale con la rappresentazione del "Ponte del Diavolo", sul fiume Sechio a Borgo a Mozzano (LU)

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