martedì 10 marzo 2020

"LE BANDE DI GARIBALDI", cronaca del "MONITORE TOSCANO" del 1849.

"LE BANDE DI GARIBALDI", cronaca del "MONITORE TOSCANO" del 1849. 

Ormai non potendo essere più difesa la Repubblica Romana, che si era costituita il 9 febbraio 1849 dopo la fuga a Gaeta del papa Pio IX, Giuseppe Garibaldi, dopo aver dichiarato "io esco da Roma: chi vuol continuare la guerra contro lo straniero, venga con me... non prometto paghe, non ozi molli. Acqua e pane quando se ne avrà", uscì dalla città con circa 4 000 armati, ottocento cavalli e un cannone.
L’intenzione del Generale era quella di raggiungere Venezia assediata dall’Austria, ma l’impresa fallì miseramente e in maniera dolorosa per la morte di Anita, moglie brasiliana di Garibaldi.

Di seguito sono riportati due trafiletti del giornale il “Monitore Toscano”:

 

Data: 22 Luglio 1849


notizie recentissime.
Garibaldi ha lasciato Montepulciano, traendosi dietro come ostaggi il Sottoprefetto ed alcuni Sacerdoti………

Data: 26 Luglio 1849



Abbiamo da Arezzo in data de’ 25 le seguenti notizie circa le bande Garibaldi. ….
.. ….. …... …................

Cartina con il percorso di Garibaldi verso Venezia.


domenica 1 marzo 2020

PER GRAZIA DI DIO E VOLONTA' DEL POPOLO LIBERO CITTADINO, CONSIDERANDO LA MONARCHIA AL PROGRESSO OSTILE ....




Per Grazia di Dio e volontà del popolo
libero cittadino,
considerando la monarchia
al progresso ostile ….

Dopo la morte per mano dell’anarchico Gaetano Bresci di Umberto I° (29 luglio 1900), il 14 marzo, giorno della nascita del sovrano assassinato, venivano fatte cerimonie religiose.


Mario Marchi, studente presso il Real Liceo di Lucca, nell’anno 1906 era stato prescelto ad assistere alla commemorazione che si sarebbe svolta nella chiesa di S.Romano in Lucca, ma non vi partecipa in quanto la “commemorazione di un re” è contraria alle sue idee.

La lettera riportata è scritta dallo studente, che abita a Lucca, al padre sindaco di Bagni di Lucca. Nella lettera traspare la richiesta dell’approvazione del genitore per il suo atto, avendo sollevato i timori della mamma e del nonno con cui vive.
La lettera termina con una dichiarazione di volontà politica e sotto ancora vi sono i saluti al padre per mano di “Cesarino”, fratello di 3 anni, con la richiesta di “chicchi”.
 


trascrizione:
Carissimo babbo,
Lucca 14, 3, 906
Approfitto dell’occasione per scriverti due righe: è arrivata la zia stamani da Viareggio ed è stata con noi tutto il giorno. Ieri mattina mi sentivo male, non molto veh! non ti spaventare, e non andai a scuola; alla lezione pomeridiana seppi che il Preside era venuto in classe e che, visto e considerato che gli alunni del R.[egio] Liceo non andavano alle commemorazioni in S. Romano, aveva comunicato i nomi di quegli studenti, che erano obbligati a andare a quella solennissima pagliacciata. Tra quei nomi c’era anche il mio. Io ieri, il giorno, vidi il preside, non gli domandai niente e lui non mi disse niente onde, non avendo avuto invito ufficiale io, stamani, sono rimasto casa. Non ti parlo dei timori di mamma e di nonno, tanto è inutile! Io se il preside mi chiama domani, dirò che non sono intervenuto, perché, essendo mancato nel mattino di Martedì, non avevo avuto nessuno invito, e poi, anche se lo avessi saputo non sarei intervenuto lo stesso alla commemorazione di un re perché questo è contrario alle mie idee. Qui non si tratta più di disciplina, qui si tratta di vera e propria manifestazione di idee e un preside non può costringere un giovane di liceo, che già sa e pensa  a pensare in modo diverso da quello che pensa o di mentire.
Queste sono le ragioni per le quali io non sono intervenuto. Umberto Savoia, buonissimo come uomo, è stato un re ed io non lo posso onorare. E questo dirò al preside se mi rompe le scatole.
Mi scordavo di dirti che il sullodato signore ha minacciato (?!) quelli, invitati, che non intervenissero.
Credo che approverai la mia condotta. Scrivimi.
Mario
Oggi mi sono messo il dente e non sto benone; mamma il bimbo Delia, tutti bene, ebbi 8 a fisica e sono contento.
Domenica ti aspetto anzi sabato sera. Saluti da tutti a tutti
Mario

Io,
Per Grazia di Dio e volontà del popolo
libero cittadino,
considerando la monarchia
al progresso ostile
e alla verità,
delibero
di astenermi, invitato, da qualunque
manifestazione inneggiante
alla tirannide Italiana,
e superando
qualunque eventuale repressione
di libero pensiero.

Saluti da Cesarino
Porta i chicchi








venerdì 7 febbraio 2020

CROCEROSSINA DEL 1917, DURANTE LA GRANDE GUERRA


CROCEROSSINA del 1917, durante la Grande Guerra.
Il diploma sopra riportato è stato rilasciato alla Sig.ra Delia Marchi di Lucca a fronte della frequenza del “Corso Teorico–Pratico nella Scuola del Comitato di Lucca ed avendo superato gli esami finali prescritti” e pertanto “potrà essere arruolata nel Corpo delle Infermiere della Croce Rossa Italiana”.

Delia Marchi con il fratello Mario, ufficiale d'artiglieria, la madre e il fratelo minore.

La nascita del Corpo Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana risale al 1908, ma la Grande Guerra rappresenta il primo caso nel quale si verificò una mobilitazione su vasta scala di Infermiere Volontarie della Croce Rossa. Delia Marchi diviene crocerossina anche per la partecipazione del fratello Mario alla grande Guerra come ufficiale d’artiglieria.
Ved. “Il soldato Fabio Lena di Bagni di Lucca, ferito al fronte della Grande Guerra– blog “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”.
Nella parte inferiore del diploma è riportata a stampa la firma “Helena di Francia. Duchessa d’Aosta”, che aveva la nomina di ispettrice generale delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana.
Ved. “La Duchessa d’Aosta e il “Modesto territoriale”- Guerra del 15-18”– blog “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”.
Assieme al diploma è conservata una serie di appunti presi da Delia Marchi durante il periodo di frequenza del corso, ma rielaborati dopo il 1917 per riferimenti al periodo fascista.
Pg. 1



CRI
-       L’uniforme è obbligatoria in servizio.
-       Le infermiere volontarie debbono portare il distintivo del PNF sulla mantellina, a sinistra del petto al disopra della Croce rossa di panno
-       I nastrini delle devozioni si portano nel mantello sotto la mantellina e nel vestito. Sul grembiule si porta unicamente il nastrino o la spilla del diploma.
-       Uniforme
-       Vestito di mille righe bianco con cuore rosso, di stoffa lavabile, sul petto (lunghezza non oltre cm 30 da terra)
-       Grembiule di mussola bianco con croce rossa lavabile 9 x 9
-       Manichini di mussola bianca ( da mettere sotto la manica del vestito)
-       Velo bianco con croce rossa ricamata e striscia inamidata con elastico
-       Cuffia bianca con cuore rosso ricamato
-       Calze e quanti bianchi lavabili
-       Scarpe di tela bianca con cinturino (tacco gomma [?] basso)
-       Mantello bleu con colletto bianco e [?] di panno sulla mantellina 6x6 (lunghezza non oltre 30 cm da terra)
-       Velo bleu (come il mantello) frontino con croce ricamata e striscia inamidata come sotto-velo bianco

Pg. 2


Tessera personale di riconoscimento con fotografia.
I veli portati sulla fronte parallelamente alle sopracciglia 2 cm sopra.
Distintivi di servizio
Medaglia diploma con nastro bianco listato di rosso, da portarsi in cerimonie sul vestito o sul mantello, sotto la mantellina.
Sul grembio si porta la croce di stoffa lavabile ed il nastrino o lo spillo della medaglia di diploma – La medaglia o il suo nastrino vanno portati a sinistra del petto tanto sul vestito come sul mantello sotto la mantellina.
Grado sup – medaglia di diploma o nastrino della medaglia sormontati da una sbarretta in argento con dicitura “grado sup.”
Croce di stoffa lavabile 9x9 sul vestito al centro del petto – e in servizio nel grembio -
Croce di panno rosso 6x6 per mantello da portarsi sulla mantellina a sinis. 5 cm dal centro davanti e a 20 cm dal collo.
Ispettrice Nazionale spalline in linoseta [?] d’argento su panno scarlatto con 2 stellette d’oro.
Vice Ispett. Nazionale (con una stelletta) c. s.
Ispettrice regionale spalline in tessuto bianco su panno scarlatto.
Ispettrice del comitato sottocomitato spalline con 3 sbarrette di metallo.

Pg. 3 

Vice ispettore – spalline con due sbarrette
Capo Gruppo spalline con una sbarretta
Capo sala spalline senza sbarrette.
--
In servizio ordinario solo i nastrini-
Ordine delle decorazioni
1 medaglia d’oro al valor militare ecc.
2 medaglia d’argento-
3 croce di guerra al valor militare
4 medaglia d’oro d’argento di bronzo al valore civile
5 medaglia dei benemeriti salute pubblica
6 medaglia commemorazione campagna 1911-12 Italoturca e Libia
7 medaglia al merito di sanità pubblica
8 croce al merito di guerra
9 medaglia commemorativa nazionale alla guerra 1915, 1918
10 medaglia a ricordo unità d’Italia
11 medaglia comune della spedizione di Fiume
12 medaglia comune operazioni militari A.O.
28 medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo austriaca 915-18 
29 medaglia commemorativa della marcia su Roma
13 medaglia al merito C.R.I.
La medaglia di diploma d’infermiera o il nastrino o spillo si mettono sopra la prima fila delle decorazioni -
La medaglia Nightingala a sinistra della medaglia di diploma –
Le decorazioni estere si portano dietro ordine dell’Ispettrice –

Pg. 4


Modelli
Vestito fig. 1 intero con cuciture nel mezzo del dietro e sui fianchi, che si allargano verso il basso per dare ampiezza alla gonna-
Il davanti del vestito è formato da due parti. La parte sinistra va sotto la destra e si fissa internamente alla spalla destra con automatico ed alla cintura con una fettuccia che la lega alla cucitura del fianco destro.
La parte destra si sovrappone alla sinistra e si abbottona alla spalla sinistra alla vita con bottone (cm 1 di diam.) ed al fianco con 3 bottoni (cm 2 di diam.) il primo bottone è al livello della cucitura e gli altri due seguono alla distanza l’uno dall’altro di cm. 10.
Lo stesso lato destro sovrappone, sotto la cintura fino a cm 10 dalla cucitura del fianco sinistro.
Manica corta cm 5 sopra il gomito e ripresa da un cugno [?]-
Taschina di cm 9 x 11 a destra sul petto.
Tasca di cm 12 x 15, a destra della sottana e a cm 7 dalla citura.
Colletto movibile di millerighe con risvolti di cm 6 e angoli arrotondati, su di un cinturino di mussola alto cm 1 e mezzo –

Pg. 5




Cintura alta cm 4 che si abbottona sul I° bottone che ferma la sottana.
Il vestito deve essere alto da terra cm 30.
Grembiule fig. 2
In mussola bianca da coprire il vestito oltre i fianchi, pettina larga che arriva al disotto del colletto rivoltato. La mussola deve essere alta cm 90 e si eseguisce in 3 pezzi – un telo centrale  sgheronato [fatto a gheroni, cioè a strisce triangolari di stoffa cucite insieme con le punte rivolte verso l’alto] e uno tagliato, a metà sgheronato dal lato che va cucito da una parte e dall’altra a quello di mezzo e col diritto esterno.
Manichine fig. 3
In mussola bianca con polso alto cm 6 chiuso con due bottoni- La parte superiore è trattenuta al disopra del gomito da un elastico ed è … dotta [?] sotto la manica del vestito.
Frontino
Amidato durissimo a forma, alto cm 8 nel mezzo davanti, lungo 40 cm.
Velo bianco
In opalina cotone cm 80x80 orlo a giorno a mano alto cm 2 ½.
Si applica coll’orlo ripiegato al disotto della striscia inamidata al contatto della fronte al centro dela fronte croce rossa ricamata sul velo stesso.
Cuffia bianca fig. 4
In giaconetta [Tessuto di cotone leggero usato per abiti estivi] composta di due pezzi di sbrego [strappo] cuffia e frontina con croce rossa ricamata

Pg. 6


Vestito di contonina [?] blue come il bianco con colletto millerighe bianco.
Mantello
In lana blue scuro, taglio dritto maniche attaccate con automatici o movibili
Nel mezzo della vita in fondo deve avere un cannello della larghezza di cm 30.
Collo chiuso rivoltato con sopra un risvolto di battista bianca con orlino a giorno a mano di cm 1.
Mantellina che arrivi a cm 10 sotto la cintura con nel centro un bottone automatico.
Le due tasche esterne applicate a toppa ai lati ed al punto ove finisce la mantellina, sono chiuse con una mostrina a patta e bottone.
All’interno del mantello, nella fodera sotto il petto una taschina nella quale entri un piccolo portafoglio (la lunghezza 30 cm da terra)
S’abbottona al centro con 7 bottoni distanti cm 9 l’uno dall’altro.
L’abbottonatura sovrappone sul lato sinistro che deve essere più largo per lasciar meglio incrociato il mantello.
I bottoni d’osso nero devono avere cm 2 di diam. E 4 buchi. I bottoni per le maniche cm 1 di diam. e 4 buchi
Pg. 7

sulla mantellina a sinistr. Cm20 dalla spalla, la croce di panno rosso 6 x 6
Velo bleu In crespo di seta 90 x 90 orlo a giorno cm 2 ½. Sul davanti del velo si applica il frontino di battista di lino alto 8 ½ cm con la croce rossa ricamata al centro e tutto viewne applicato sulla striscia amidata
[figura]
Casco di tela bleu – fig. 5 – aderente al capo in modo che copra i capelli e le orecchie. Formato di 4 pezzi – due laterali e due centrali, nel centro avanti croce di panno rosso cm 3 x 3

Disegni :









































giovedì 26 dicembre 2019

FOTOGRAFIE MILITARI DI FINE '800


FOTOGRAFIE MILITARI DI FINE ‘800
Nelle carte conservate del Cap. Enrico Pellegrini, deceduto a Massaua (Eritrea) nel 1886 [la vita è pubblicata in: “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com”] compaiono molte fotografie che ritraggono gruppi di militari italiani del genio.
Le immagini si riferiscono al periodo trascorso in Italia, prima  di dare  le dimissioni da aiutante maggiore di prima e imbarcarsi per la neo colonia eritrea.
Di seguito alcune fotografie.  





mercoledì 25 dicembre 2019

RICORDI DELLA GRANDE GUERRA DEL TEN. ENRICO PELLEGRINI DI BORGO A MOZZANO.


Ricordi della Grande Guerra del ten. Enrico Pellegrini
di Borgo a Mozzano.

Di seguito sono riportati alcuni documenti che si aggiungono a quelli già pubblicati “enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com” : 
-       CARTOLINA DEL 3 NOVEMBRE 1918 ALLE “ CARE CITTINE DAL TEN. ENRICO PELLEGRINI
-       GUERRA DEL 15-18: LO SCAPACCIONE AL SOLDATO FRATE
-       LA DUCHESSA D’AOSTA E IL “MODESTO TERRITORIALE”  – Guerra del 15-18
-       SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO DI UN UFFICIALE DURANTE LA GRANDE GUERRA
-       LETTERA ALLA FIGLIA PER IL COMPLEANNO DI OTTO ANNI
-       LA GRANDE GUERRA: LETTERA DEL SOTTOTENENTE ENRICO PELLEGRINI ALLA MOGLIE “DEDE’” – 17/7/17
-       “LETTERINA” AL PADRE, MILITARE DELLA GRANDE GUERRA
-       FOTOGRAFIE DI UFFICIALI DELLA GRANDE GUERRA CON LE LORO FAMIGLIE
-       CARTOLINA DEL EN. ENRICO PELLEGRINI DAL FRONTE NEL GIORNO DELLA VITTORIA – 4 NOVEMBRE 1918


RICEVUTA DELLA SARTORIA “N. DI PONIO” DI ROMA PER UNA “TENUTA VERDE” E UN “BERRETTO” – OTTOBRE 1916

PERMESSO RILASCIATO DAL COMANDO DEL PRESIDIO ITALIANO NELLA CITTA’ DI VALONA IN ALBANIA – 25/3/1917

MEDAGLIA A RICORDO DELLA GUERRA EUROPEA MCMXIV - MCMXVII

MEDAGLIA ISTITUITA A RICORDO DELLA GUERRA EUROPEA MCMXV - MCMXVIII

RICEVUTA “PER  CONTO COOP. COMBATTENTI E MUTILATI”  - 1919

SOLENNE TRIENNALE DELLA MADONNA DEI FERRI  27-28 APRILE 1919