lunedì 18 marzo 2019

DA FEROCI BANDITI A UOMINI DI LEGGE



da feroci banditi a uomini di legge (la famiglia crescini)
Dall’archivio di casa Pellegrini si trovano carte del prof. Francesco con la descrizione, assai fantasiosa, delle origini di Tereglio, paese posto in comune di Coreglia Antelminelli, provincia di Lucca.
Sul colle della Cupa, una piccola altura sulle falde meridionali del Monte Rondinaio, sorgeva un castello fatato il cui possessore, il misterioso castellano, esercitava lassù le sue cacce «aucupia». Il castello è scomparso e con esso il cacciatore, ma la sua ombra aleggia tuttora nei pressi, percorre gli stretti sentieri dei vigneti e scende sotto le cupe ombre dei castagni che rivestono i fianchi della collina misteriosa, il cui nome risuona davvero cupo e tremendo agli occhi dei moderni pacifici abitanti di Tereglio.
Ma il dominio dell’innominato castellano non giungeva al Cornevale, seconda altura verso ponente.
Erano i tempi delle lotte per le investiture e un pugno di agguerriti compagni, al bando dell’Impero, si erano accampati lassù sfidando dalla loro forte posizione gli attacchi degli imperiali finché, rimasti assoluti padroni del luogo, presero stabile dimora più giù sul versante della Fegana dove ora si chiama Corvetti, giacché Corvetti erano i capi dei feroci banditi. Erano loro consorti i Giannini, i Barsotti, i Martini, i Crescini e pochi altri che formarono coi Corvetti come tutta una famiglia, un parentato. .…”
E proprio della famiglia dei Crescini è conservato un grande quadro di un discendente del XVII sec., che a differenza dei suoi antichi avi, si è distinto negli studi di legge.

QUADRO DEL CRESCINI

PARTICOLARE DELLA PERGAMENA

 
Scritto su pergamena:
QVI LUCÆ LUCEM
PISIS
VTRAMQUE IVRISPRUDEMTÆ LAUREA,
ROMÆ PLAVSV COPARAVI.
GENERI, PATRIÆ, CLIENTIBUS
VIXI;
NON MIHI
FAMAM AVXI.

TADEM LUCÆ ÆTATEM ABSVMPSI:

ET IN ECCLESIA D: PAVLINI QVIEVI
IOSEPH CRESCINVS

A D M :    MDCLXXXIV

ÆTATIS MEÆ

XXV

Traduzione:
Io che sono venuto alla luce a Lucca ho ottenuto l’uno e l’altro plauso (laurea in utroque) a Pisa
sono vissuto per la mia stirpe, per la mia patria e per gli amici e ne crebbi la fama non per me
alla fine consumai la mia vita a Lucca e riposai nella chiesa di S.Paolino
1684 della mia età il venticinquesimo anno

Nel quadro inoltre sono riprodotti tre stemmi.


In alto a sinistra il blasone della famiglia Crescini:


Sullo schienale del seggiolone su cui è seduto il Crescini uno stemma cardinalizio:

Nella pagina del libro aperto sul leggio lo stemma della nobile famiglia Mansi di Lucca:
 

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