lunedì 25 marzo 2019
lunedì 18 marzo 2019
DA FEROCI BANDITI A UOMINI DI LEGGE
da feroci banditi a uomini di legge (la famiglia crescini)
Dall’archivio di casa
Pellegrini si trovano carte del prof. Francesco con la descrizione, assai
fantasiosa, delle origini di Tereglio, paese posto in comune di Coreglia
Antelminelli, provincia di Lucca.
“ Sul colle della
Cupa, una piccola altura sulle falde meridionali del Monte Rondinaio, sorgeva
un castello fatato il cui possessore, il misterioso castellano, esercitava
lassù le sue cacce «aucupia». Il castello è scomparso e con esso il cacciatore,
ma la sua ombra aleggia tuttora nei pressi, percorre gli stretti sentieri dei
vigneti e scende sotto le cupe ombre dei castagni che rivestono i fianchi della
collina misteriosa, il cui nome risuona davvero cupo e tremendo agli occhi dei
moderni pacifici abitanti di Tereglio.
Ma il dominio
dell’innominato castellano non giungeva al Cornevale, seconda altura verso
ponente.
Erano i tempi delle
lotte per le investiture e un pugno di agguerriti compagni, al bando
dell’Impero, si erano accampati lassù sfidando dalla loro forte posizione gli
attacchi degli imperiali finché, rimasti assoluti padroni del luogo, presero
stabile dimora più giù sul versante della Fegana dove ora si chiama Corvetti,
giacché Corvetti erano i capi dei feroci banditi. Erano loro consorti i
Giannini, i Barsotti, i Martini, i Crescini e pochi altri che formarono coi
Corvetti come tutta una famiglia, un parentato. .…”
E proprio della
famiglia dei Crescini è conservato un grande quadro di un discendente del XVII
sec., che a differenza dei suoi antichi avi, si è distinto negli studi di
legge.
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QUADRO DEL CRESCINI |
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PARTICOLARE DELLA PERGAMENA |
Scritto su pergamena:
QVI LUCÆ LUCEM
PISIS
VTRAMQUE IVRISPRUDEMTÆ LAUREA,
ROMÆ PLAVSV COPARAVI.
GENERI, PATRIÆ, CLIENTIBUS
VIXI;
NON MIHI
FAMAM AVXI.
TADEM LUCÆ ÆTATEM ABSVMPSI:
ET IN ECCLESIA D: PAVLINI QVIEVI
IOSEPH CRESCINVS
A D M : MDCLXXXIV
ÆTATIS MEÆ
XXV
Traduzione:
Io che sono venuto alla luce
a Lucca ho ottenuto l’uno e l’altro plauso (laurea in utroque) a Pisa
sono vissuto per la mia
stirpe, per la mia patria e per gli amici e ne crebbi la fama non per me
alla fine consumai la mia
vita a Lucca e riposai nella chiesa di S.Paolino
1684 della mia età il
venticinquesimo anno
Nel quadro inoltre sono riprodotti tre stemmi.
In alto a sinistra il blasone della famiglia
Crescini:
Sullo schienale del seggiolone su cui è seduto
il Crescini uno stemma cardinalizio:
Nella pagina del libro aperto sul leggio lo stemma
della nobile famiglia Mansi di Lucca:
venerdì 8 febbraio 2019
IL PALAZZO DEGLI AVI - (per i futuri proprietari) - THE PALACE OF THE FOREFATHERS (for future owners)
il palazzo degli Avi
(per i futuri proprietari)
(per i futuri proprietari)
- The palace of the forefathers (for future owners)
Oggi molti palazzi, soprattutto nei paesi, vengono abbandonati, così come è accaduto per l’edificio della famiglia Pellegrini in Borgo a Mozzano, cittadina posta nella media valle del Serchio a meno di 20 km da Lucca, capoluogo di provincia in Toscana
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| IL PONTE DEL DIAVOLO A BORGO A MOZZANO |
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A questo fine di seguito sono riportate notizie e del palazzo e dei
Pellegrini.
Fu con Paolino II nel 1630, come si può leggere dalle cronache di casa
“Paolino il cronista -. Racconto paesano
del sec. XVII”, che i Pellegrini presero definitiva dimora nella “casa in mezzo al Borgo”, lasciando la “casa del mulino” in piazza del Comune. “Paolino rifece la facciata con bel pietrame
e colle finestre arcuate, larghe e grandi per dare aria e luce alle
stanze........... Fece poi lo studio terreno nella bottega.
Sul dietro fece la vinaia e ottenne dal comune di fare il cavalcavia sopra la
Strada di dietro (oggi Via degli Orti)
per accedere alle stanze che costeggiano quella strada, che erano già di
Paolino seniore e guardavano a mezzogiorno sull’orto grande e delizioso.”
FACCIATA PRINCIPALE E FACCIATA DEL RETRO
TERRAZZA SUL "CAVALCAVIA" E PARTICOLARE |
L’edificio è costituito dal corpo di due piani, corredato da cantine e soffitte, compreso fra la via principale e la parallela “Via degli Orti” e da una appendice su due livelli ad esso collegata attraverso una terrazza coperta (cavalcavia). La superficie dell’edificio assomma a m2 1757 calpestabili. Vi sono inoltre fra l’edificio e gli immobili confinanti due cavedi e a “mezzogiorno” circa 1450 m2 di terreno.
PIANTE
INTERNI
La famiglia Pellegrini ha origine certa da Sesto Lucchese, dove nel 1450 viveva il capostipite di nome Pellegrino, il cui nipote Paolino si trasferì a Borgo a Mozzano agli inizi del XVII secolo.
Dapprima proprietari terrieri e padroni di mulini e frantoi nella zona
di Borgo a Mozzano i Pellegrini divennero in breve una notevole famiglia
borghese, conosciuta ed apprezzata oltre i confini della terra dove
risiedevano.
La loro eccellenza permise di contrarre numerosi matrimoni con
famiglie prestigiose, non solo della Lucchesia. Si registrano infatti parentele
con la casata dei Mascardi, il cui ramo di Sarzana annovera fra i suoi
membri l’erudito Agostino ed il missionario ed esploratore Nicola del XVII sec.
Fra le nobili famiglie lucchesi con cui furono stretti legami parentali sono da
ricordare i Diversi, che tanti gonfalonieri dettero alla Repubblica della città
di Lucca e il cui stemma a strisce rosse e bianche fu inserito in quello dei
Pellegrini alla fine del XVIII sec.; i Guasparini, la cui nobiltà era stata
conquistata da Cornelio combattendo sotto
le bandiere di Alessandro Farnese nel XVI° sec. sui campi delle Fiandre e i conti Santini, ramo borghigiano
dei omonimi marchesi lucchesi.
Nella storia della Famiglia
particolare importanza ebbe poi il matrimonio, nella prima metà dell’800,
dfra l’ing, Luigi e la nipote del “formatore
di sua Maestà Cristianissima [il re di Francia]” Vincenzo Barsotti da
Tereglio, direttore del museo vaticano Pio-Clementino. Da questa unione i
Pellegrini acquisirono una serie di lavori artistici provenienti dallo studio
del pittore boemo Anton Raphael Mengs (Aussing 1728-Roma 1779), il massimo
esponente del Neoclassicismo, le cui opere compaiono nei maggiori musei del
mondo.
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VENTOLA CON AL CENTRO LO STEMMA PELLEGRINI (sei monti e tre stelle) CON SOTTOSTANTE QUELLO DEI DIVERSI E A CORONA I BLASONI DELLE FAMIGLIE IMPARENTATE. |
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MARGHERITA BURLACCHINI/GUASPARINI |
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AUTORITRATTO DEL PITTORE A. R. MENGS (copia dell'Accademia del Mengs) |
VINCENZO BARSOTTI, "Formatore di Sua Maesstà cristianissima |
I Pellegrini furono principalmente uomini di legge, con una tradizione risalente a Paolino III°, fondatore dello studio legale. Proprio per la
pratica in questa professione, oltre che per la fama di uomo retto e aperto
alle nuove idee nate dalla rivoluzione francese, il dottore in “utroque”
[diritto civile e diritto canonico] Giacomo fu uno dei cinque direttori della
Repubblica giacobina lucchese del 1799. All'arrivo dei Francesi a Lucca il
generale Sérurier aveva richiesto per la formazione del Direttorio [l'organo
posto al vertice delle istituzioni]“… le
persone più oneste, giacché da questi potea dipendere la felicità o
l’infelicità della nazione …” [memorie del conte Paolo Garzoni, 1762 –
1842], per ricoprire poi la carica di gonfaloniere della successiva Repubblica
temperata e divenire infine senatore sotto il principato di Elisa Baiocchi.
VINCENZO PELLEGRINI membro del DIRETTORIO della Repubblica Giacobina di Lucca, 1799 - VESTI da GONFALONIERE della Repubblica Temperata di Lucca.
Anche nel seguito i Pellegrini ricoprirono cariche pubbliche, seppure
di minor importanza. L’avvocato Pietro, estensore di saggi quale “I diseredati e i loro diritti” (1890),
che ebbe le lodi di Enrico Ferri e Napoleone Colaianni, fu a lungo sindaco di
Borgo a Mozzano e Consigliere Provinciale, ma principalmente portabandiera del
progressismo della valle del Serchio: “…figura
assai singolare. Delicatissimo nella salute che gli era sempre stata precaria,
egli aveva invece l’energia di un carattere combattivo, che pareva di ferro:
alto e diritto, con tratti di fierezza straordinaria nella fisionomia, aveva al
contrario una natura schiettamente democratica, che non si spaventava ma invece
si compiaceva delle tendenze avveniristiche.” (da la “Gazzetta di Lucca”,
1916).
Egualmente il figlio, avvocato Enrico, professò idee democratiche,
essendo un fondatore del giornale progressista “Il Risveglio” (1907). Egli, dopo
aver partecipato alla grande Guerra, fu sindaco amato del suo paese, finché non
fu allontanato dalla vita pubblica dall’avvento della dittatura fascista. Con
la morte della sua ultima figlia Paola nel 2001 la famiglia si è estinta
Avv. ENRICO PELLEGRINI |
Seguono alcuni esemplari:
NUPTIALIA
I nuptialia o pernozze
sono
composizioni dedicate agli sposi e talvolta ai genitori degli sposi in
occasione del matrimonio.A seconda del tempo queste piccole opere sono
costituite da libriccini o da semplici fogli, destinate ai soli familiari e
conoscenti della coppia. Di seguito sono riportati due frontespizi.
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L'INFERNO DI BUFFALMACCO (Cimitero monumentale di Pisa |
S.EMIDY - Protettore contro i terremoti |
CARTE GEOGRAFICHE
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CARTA D'ITALIA - XIX sec. |
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EUROPA, ASIA MINORE, EGITTO , inizio XIX sec. |
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"IL CORSO DEL RENO" - 1795 |
DISEGNI
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IL BACCO STANTE -matita su carta |
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TESTA DI ANTINOO - acqurello su carta |
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STUDIO DI ADAMO della Cappella Sistina - matita su carta |
GESSI
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ANGELO, MADONNA CON BAMBINO E (?) su di una barca |
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| GIOVANETTA ALLA FONTE |
giovedì 3 gennaio 2019
ISTRUZIONI PER I PARROCI, LE BALIE E I TENUTARI DEI GETTATELLI.
ISTRUZIONI PER I PARROCI, LE BALIE E I TENUTARI DEI GETTATELLI.
Il termine “gettatelli” o “trovatelli” deriva dal
costume medievale di mettere nella ruota dei conventi i bambini abbandonati. La
ruota era una bussola girevole di
forma cilindrica, di solito costruita in legno, divisa in due parti chiuse da
uno sportello: una parte verso l'interno e l'altra verso l'esterno dell’edificio,
che permetteva di mettere il neonato che si voleva abbandonare, senza essere
visti dall'interno. Facendo girare la ruota, la parte con l'infante veniva
immessa nell'interno dove, aperto lo sportello, si poteva prendere il neonato
per dargli le prime cure. Tuttavia, per un eventuale successivo riconoscimento
da parte di chi l'aveva abbandonato, talvolta venivano inseriti nella ruota
assieme al bambino monili, documenti o altri segni distintivi.
Spesso vicino alla ruota vi era una campanella,
per avvertire di raccogliere il neonato, ed anche una specie di buca delle
lettere, dove mettere offerte per sostenere chi si prendeva cura degli esposti.
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RUOTA CON BUSSOLA GIREVOLE |
Di seguito è riportato
un libriccino degli “Spedali Riuniti di Pisa”, pubblicato
nel Granducato di Toscana e con riportata a mano la data 1830, che si apre con
un avviso rivolto ai “Tenutari dei Gettatelli” per
richiedere il premio. La somma
promessa è relativa alla mansione di aver accudito ai bisogni dei trovatelli.
Seguono le “Istruzioni
per i Parrochi e per le balie e Tenutarj delle creature illegittime”,
dove è premesso che l’Ospedale accogliendo i gettatelli di tutto il Granducato si
rivolge “alla già eccitata carità, sorveglianza, e cooperazione dei Parrochi”,
che devono
In particolare i
parroci devono prendere nota ufficiale delle domande ricevute di allattare un
trovatello e verificare la “moralità della richiedente e che sia
contadina, o pigionale, o logajola”, il “tempo decorso dall’ultimo parto”
e “l’esito
della propria creatura cioè se viva, se sia o no spoppata, e non vivendo,
l’epoca della morte.”
Nel caso di
affidamento di un trovatello divezzo o adulto di qualsiasi sesso il Parroco
dovrà accertarsi “se il richiedente abbia alcuna eccezione nella sua morale condotta, se
abbia sufficienti mezzi di sussistenza e bastante comodità per tener separati i
maschi dalle femmine avendo figliolanza, ed in fine a qual’arte o mestiere
pensi dirigere il gettatello.”
Seguono una serie di
altre prescrizioni fra le quali la dovuta sorveglianza da parte dei parroci
sulla custodia fisica e morale dei gettatelli tenuta dalle balie e dai
tenutari, sull’obbligo delle vaccinazioni e sui matrimoni delle gettatelle, che
riceveranno dallo Spedale una dote di 25 scudi.
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RILEGATURA IN PELLE |
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"STEMMA" SPEDALE |
avviso
Il sottoscritto Commissario dei RR. Spedali Riuniti di Pisa,
rammenta ai Tenutari dei Gettatelli che. Coerentemente alla Sovrana Risoluzione
del di 24 Agosto1852 pubblicata col mezzo del Monitore Toscano de’ 28 detto di
N° 199., il termine a domandare il premio promesso dall’Art. 7 delle Istruzioni generali de’ 17
Febbraio 1818 è stabilito in due anni.
Che tale termine, a contare della citata Risoluzione, è
assegnato a coloro i quali comunque abbiano già acquistato diritto al detto
Premio, pure, per non averlo domandato, non l’ottennero finquì.
Che tutti gli altri Tenutari – esso termine dovrà cominciare
a decorrere dal dì in cui, da ora in poi, si farà titolo al conseguimento del
Premio stesso.
E che spirato il detto termine non dovrà altrimenti attendersi
alcuna Istanza che pe tale oggetto venisse avanzata.
Il Commissario
Cav.
Leonori Cecina
ISTRUZIONI
PER
I
PARROCHI
E
PER
LE BALIE E TENUTARJ
DELLE
CREATURE ILLEGITTIME
APPARTENENTI
AL REGIO SPEDALE
DEI
GETTATELLI
DI PISA
~•~
PISA
Stamperia
Pieraccini
ISTRUZIONI
--------
&. 1.
Degli
Attestati.
1.
Siccome per benefizio pubblico lo Spedale dei Gettatelli di Pisa accoglie ed ha
l’onere di mantenere le creature illegittime che vi pervengono da ogni popolo
del Gran-Ducato, così ciascun popolo è obbligato a gravarlo col riceverne in
cura e custodia dallo Spedale medesimo. E siccome tale Luogo pio, per fare
saviamente la distribuzione di quelle creature, le quali comunemente sono
qualificate col nome di Gettatelli,
ha d’uopo d’affidarsi alla già eccitata carità, sorveglianza, e cooperazione
dei Parrochi perciò viene raccomandata ad essi la precisa osservanza delle
seguenti regole circa gli attestati remissibili da loro ec. che dovranno
rilasciar sempre gratuitamente a forma degli ordini veglianti e che dovranno
scriver di propria mano, e munire del rispettivo bollo parrocchiale.
2.
L’attestato per prendere ad
allattare, solamente, un gettatello deve farsi dal Parroco con facilità a tutte
le donne che lo richiedono ma dovrà tale attestato dare contezza di quanto
appresso:
I.°
della moralità della richiedente e che sia contadina, o pigionale, o logajola;
II.°
della Parrocchia, Comunità, o Giurisdizione in cui essa dimora;
III.°
del tempo decorso dall’ultimo parto della medesima;
IV.°
dell’esito della propria creatura cioè se viva, se sia o no spoppata, e non
vivendo, l’epoca della morte.
3.
L’attestato per prendere un gettatello divezzo o un’adulto di qualunque sesso
si farà dal Parroco a chiunque lo domanda, ma dovrà esprimere se il richiedente
abbia alcuna eccezione nella sua morale condotta, se abbia sufficienti mezzi di
sussistenza e bastante comodità per tener separati i maschi dalle femmine
avendo figliolanza, ed in fine a qual’arte o mestiere pensi dirigere il
gettatello venendoli consegnato.
4.
Per i gettatelli si lattanti, che divezzi, e adulti che si troveranno alla
consegna delle Balie e Tenutarj non si farà luogo a favor di questi al
pagamento del salario e vestiario che li fosse dovuto, e di che si parlerà al
&. 11, se non che previa esibizione del libretto, rilasciato dal Parroco e
vidimato dal Gonfaloniere; e tale attestato dovrà emettersi nelle stampiglie
che lo Spedale suole di mano in mano inviare a tutti i Parrochi, oppure in
carta bianca sempreché l’attestato venga redatto conformemente alle stampiglie
medesime.
--------
5.
Dovranno in coscienza i Parrochi negar l’attestato, di che il precedente art.
4., a tutte quelle Balie o tenutarj che tenessero i gettatelli consegnati loro con
poca cura tanto in rapporto allo spirituale non educandoli cristianamente,
quanto in rapporto al temporale trascurando di iniziarli in un arte, o mestiere
e lasciandoli nell’ozio, o mandandoli alla questua od a far danno sopra i beni
altrui o dandoli cattivi esempi domestici; oltre a che dovranno i Parrochi uniformarsi
a quanto sarà detto al &. 5.
6.
Ogni qualvolta segua la morte di alcun gettatello dovrà il Parroco emettere
l’attestato indicante il giorno, mese, ed anno di detta morte e il genere di
malattia che l’avrà preceduta; Questo attestato verrà emesso nella stampiglia
di che sopra all’art. 4, e dietro di esso sarà spedita al Parroco, per mezzo
della Balia o Tenutario, la solita quota funeraria di soldi dieci, di qualsiasi
età si fosse il gettatello.
7.
Tutte le volte che abbia luogo il passaggio di gettatelli pel [?] S. Sacramento
della Cresima, nella quale occasione mai potrà esser cambiato il loro nome, il
Parroco ne attesterà nei rispettivi libretti notandovi il Vescovo, il luogo ed
il tempo dell’amministrazione di quel Sacramento.
&. 2.
Della
consegna dei gettatelli si lattanti che divezzi e adulti
La
consegna dei gettatelli lattanti si fa alle Balie in qualunque giorno solamente
dietro gli attestati di che il precedente &. 1 art. 2 e 3 e
indipendentemente dall’ordine inscritto del Commissario e dell’Infermiere
maggiore cui incumbe di accertarsi dello stato di salute dei primi come della
potenza ad allattare nelle seconde. In qualunque giorno si fa pure la consegna
dei gettatelli divezzi e adulti: e tanto per questi che pei lattanti dovranno i
consegnatari emettere una ricevuta o altro riscontro e la obbligazione della
denuncia di che il seguente &. 3.
--------
&. 3.
Del
ritorno allo Spedale dei gettatelli siano lattanti divezzi o adulti.
1.
Salve le cause urgenti e straordinarie le Balie e i Tenutarj sono obbligati di
denunziare allo Spedale due mesi avanti la rimessa che volontariamente far
volessero dei gettatelli, onde dar luogo allo Spedale medesimo di procurare a
quelli un nuovo collocamento.
2.
Se in qualchè gettatello collocato a Balia si manifestasse alcun segno di
malattia sospetta la Nutrice sarà obbligata di riportallo immediatamente allo
Spedale perché possa esservi curatoe alimentato con quei mezzi che in simili
casi devono anteporsi al latte di donna.
3.
Quelle Balie o Tenutarj che volontariamente, o perché richiamativi,
ricondurranno allo Spedale i gettatelli dovranno pure riportare rispettivamente
il presente libretto e il corredo o panni ad esso consegnati, lo che faranno
nel caso ancora di morte di alcuno dei gettatelli stessi.
--------
&. 4.
Di
passaggi ad altri consegna dei gettatelli senza il consenso dello Spedale.
1.
Tutti i Tenutarj o Balie che passeranno alla cura di altri gettatelli senza
prima avvertire il Commissario e riportarne il di Lui [?] consenso saranno
puniti ciascuno non solo con la perdita del salario che potesse essere loro
dovuto, quanto ancora con la pena di lire 200, applicabili per una quarta parte
all’accusatore segreto o palese, e per il resto allo Spedale; e quei che
fossero impotenti a pagar questa somma dovranno soddisfare a tal debito con la
carcerazione per quel tempo che equivale al medesim coerentemente agli Ordini e
Leggi veglianti. In una pena pune pecuniaria o afflittiva secondo giudicherà il
Tribunale incorrerà chi con fedi false o nomi finti avesse ottenuto qualche
gettarello dallo Spedale o in qualunque altro modo defraudasse il luogo pio
medesimo.
--------
&.
5.
Della
mal tenuta dei gettatelli.
Nel
caso le Balie o i Tenutarj mal custodiscono, o educhino male i gettatelli, il
Parroco sarà tenuto per l’amore di Dio di darne sollecito avviso al Commissario
perché prenda quelle determinazioni che esigeranno le circostanze, e nei casi
di urgenza il Parroco stesso oppure il Sindaco, Gonfaloniere o il Giusdicente
potranno passarli ad altro Tenuttario purché lo notino sul libretto e rendino
poi di tutto informato il Commissario suddetto.
--------
&. 6.
Della
vaccinazione dei gettatelli.
Hanno
le Balie l’obbligo di far vaccinare i gettatelli presso di loro esistenti entro
i primi sei mesi del latte quando cause particolari non siano per impedirlo; queste
cause però dovranno concludentemente giustificarle al che mancando verrà
sospeso il pagamento del salario che fosse decorso. La vaccinazione dovrà farsi
eseguire dai Medici o Chirurghi condotti che ne sono obbligati, ed ove tali
condotti manchino dovrà farsi eseguire da qualunque venturiere salva ad esso
una qualche recognizione da concertarsi prima con lo Spedale, qualora a ciò
amino di prestarsi gratuitamente e col solo spirito di essere utili ad una
delle più infelici classi dei viventi quale appartengono i gettatelli.
--------
&. 7.
Della
cura dei gettatelli nei casi di loro malattia.
I
Medici e i Chirurghi condotti sono nell’obbligo di curare come di vaccinare
gratuitamente i gettatelli. Pertanto viene raccomandato ai Parrochi
d’invigilare anche in questa parte, e di prestarsi ad approvar le chiamate e a
vidimare le Ricette dietro le quali soltanto, e previa la revisione di esse da
farsi dal Maestro di Farmacia
dello Spedale, potranno le Balie o i Tenutarj conseguire il rimborso delle
spese di medicinali.
--------
&. 8.
Della
adozioni e restituzioni dei gettatelli , e della consegna di essi a sgravio del
Luogo pio.
1.
Chi volesse adottare un gettatello dovrà umiliare a S. A. I. e R. una Supplica
corredata da un’attestato che esprima se il richiedente sia di buona morale, se
abbia figli proprj, e se trovisi in stato di poterne avere, se posseda, e se,
chiedendo di adottare una femmina, trovisi in grado di obbligarsi a costituirle
una dote.
2.
Possono essere ripresi dall’Ospizio tutti quei gettatelli che vi sono stati
depositati da chiunque li richieda a forma degli Ordini.
3.
In ogni tempo e durante l’epoca nelle quali il gettatello può esser nel caso di
cagionare spesa allo Spedale è in facoltà del Commissario di combinare dei
Contratti e collocare simili individui presso i Coltivatori e Artisti o in
servizio o come apprendisti senza stipulare guadagno per alcuna delle parti, ma
solamente con assicurare al Coltivatore, Artista ec. il servizio gratuito del
gettatello fino agli anni 25 al più, ed a questo gli alimenti, il vestiario, e
l’alloggio pure gratuito fino all’epoca stessa.
--------
&. 9.
Dei
matrimoni delle gettatelle.
1.
Le gettatelle alla occasione del loro matrimonio conseguiranno dallo Spedale
una dote di scudi 25. per ciascheduna 2). Decaderanno però da tale benefizio se
si verificherà alcuna eccezione nella loro morale condotta o se precederanno a
contrarre il matrimonio senza previo consenso dello Spedale suddetto. Onde
ottenere il detto consenso, e così prima di procedere alli sponsali e fare
eseguire le proclame dovranno presentarsi al Commissario gli attestati
autentici dai quali resulti 1.° la buona e moral condotta non tanto della
fanciulla quanto del giovane prescelto per sposo, 2.° il consenso dei genitori
di esso, 3.° che il detto giovane è in grado di mantenere la moglie e i figli
che aver potesse; e dovrà similmente presentarsi al Commissario l’inventario
del corredo della fanciulla stimato per mezzo di amici comuni il quale dovrà
inserirsi nella scritta di matrimonio da celebrarsi avanti il Commissario
suddetto o del Ministro che ad Esso piacer potesse di deputare.
--------
&. 10.
Dei
premj a favore dei Tenutarj.
Ogni
volta che il gettatello di qualunque sesso dato a balia in una famiglia,
resterà continuamente in quella i maschi fino agli anni 18 e le femmine fino
agli anni 25 e saranno rispettivamente instruiti nell’arte de Tenutario
medesimo o in altra qualunque avesse egli reputata conveniente; il Tenutario
stesso avrà diritto di conseguire un premio di L. 70 sulla cassa dello Spedale.
Le due condizioni di continua permanenza fino all’età predetta e d’instruzione
in un’arte qualunque sono cumulativamente necessarie per l’effetto suddetto, e
dovranno essere concludentemente giustificate.
--------
&. 11.
Dei
pagamenti dei salarj e della somministrazione del vestiario pei gettatelli.
1.
I pagamenti dei salarj si fanno dal Cassiere dello Spedale di sei in sei mesi
cioè a Maggio e a Novembre nel quale secondo mese si fa luogo inoltre alla
distribuzione del vestiario.
2.
Fuori dei suddetti mesi di Maggio e Novembre non si corrisponderà né il salario
né il vestiario a riserva dei casi di morte dei gettatelli o di qualche urgente
caso che obblighi il Tenutario alla restituzione di essi allo Spedale.
3.
I salarj e il vestiario sono
regolati secondo le seguenti Tariffe.
--------
Pisa dai RR. Spedali Riuniti
Li 2 Novembre 1813
Il Commissario
Cav. Antonio Simonelli
AVVISO
Con
deliberazione di questa Direzione del di 7 Giugno cadente approvata dalla R.
Prefettura il di 12 successivo, è rimasto determinato:
“Che
d’ora in appresso i tenutarj dei gettatelli di ambo i sessi, oltre agli
obblighi che loro incumbono in ordine alle Istruzioni del 17 Febbrajo 1818,
debbano avere pur quello di procurare ai detti gettatelli la istruzione nel
leggere, scrivere, e aritmetica manda dogli alle pubbliche scuole ove esistono;
e che il premio promesso dalle citate istruzioni non debba essere corrisposto a
quei tenutarj che avranno trascurato il suddetto nuovo obbligo, e non saranno
perciò in grado di produrre un’attestato del Maestro o Maestra comprovante
l’adempimento dell’obbligo stesso.
Pisa;
Dai RR. Spedali Riuniti
li
30 Giugno 1865.
Il
Commissario
Cav. Dott. Carlo Cuturi
Al termine delle
pagine stampate se ne trovano alcune bianche su cui sono stati annotati
affidamenti di trovatelli. Viene riprodotta la prima pagina che riporta la data
del 1862, quando era stato già costituito il Regno d’Italia.
A di 23 Agosto 1862
Donato (cognome)
Del 1 Agosto 1862
A 223
-----------
Dato a Balia
- a -
- a -
Ma Domenica moglie
Di Girolamo (cognome) di
Decimo
firma
firma
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