Poesia inedita scitta da Archimede Bellatalla e riportata nel fascicolo di dediche al prof. Francesco Maria Pellegrini di Borgo a Mozzano (Lu) in occasione del pensionamento.
Archimede Bellatalla Francesco M. Pellegrini
Archimede Bellatalla (Pisa 1/1/1876 - Pisa 3/3/1935) da giovane
scrisse sonetti in vernacolo pisano per poi dedicarsi all'insegnamento. Le sue poesie compaiono in molte biblioteche.
"Permetta,
caro Professore, che Le dedichi alcuni miei poveri versi scritti
molti anni fa or sono (portano la data del 20 aprile 1908!) inediti
e mai, sotto nessuna forma, resi pubblici.
Roba
vecchia, dunque, ma nuova!
Tentai
in quell’epoca della poesia in “lingua vernacola” come già
precedentemente avevo fatto nella “Sera2 e nel “Sabato sera” del
mio antico “Doppo Cena” abbandonando questa volta, oltre il
dialogo, anche l’usatissimo sonetto, ma non so quanto vi sia
riuscito come non so quanto il vernacolo pisano si presti a simili
forme di sapore troppo letterario.
Comunque
è una primizia che Le offro vecchia ma pur sempre primizia e
spero che la gradirà:
La
mi’ Pisa
A
me cosa m’importa ‘he ci sia
Roma,
Parigi, Londra, u’ Argentina!….
Io
ci anderei ma per ritorna’ via…
Pisa
glié più bellina!
*
In
qué paesi di gran movimento,
‘U
dove la notte – dice – è come ‘r giorno,
Io
ci anderei, ma per divertimento,
Coll’andata
e ritorno!
*
Qui
‘r rumore ‘un nu’introna ‘n der cevello…
Gosta
più questa ‘arma e questa pace! …
Der
resto nun è bello ‘ver che è bello
E’
bello ‘ver che piace!
*
E
di Pisa mi piace tante ‘ose …
Belli
‘ Lungarni ar fresco di mattina,
Belle
le fabbrihine appetitose,
La
‘hiesa della Spina;
*
Belli
‘ Lungarni ‘n dell’inverno ar sole,
Splendidi
poi la sera ‘illuminati,
Specie
d’estate ‘vando, a buio, chi pòle
Sbafa
ar fresco’ gelati!
*
Er
Dòmo, er Campanile, ‘r Battistero
E’r
Camposanto! …. dove glien più belli ?!
Si
po' girà magari er mondo intero
Ma
non ce n’è come quelli!
*
E
così San Francesco, e’ ‘Avalieri
E
tanti posti antii che per lodalli
Basta
refrette’ a quanti forestieri
Ci
vien per visitalli!
*
Se
dovessi un bèr giorno marcià via
Per
accasammi in qualsisia paese
Farei
chi sa mai ‘vale eculomia
Per
tornarci ugni mese.
*
Le
vedute più belle, er panorama
Ner
portafogli, ‘n tasca, le terrei,
Come
er damo ‘r ritratto della dama,
E
me le goderei.
*
E
ner guardalle mi dirrei ostinato:
Se
Dio mi dà salute e avrò de’ bicci,
Son
sempre stato a Pisa, ci son nato
Vò
invecchiacci e moricci!