lunedì 21 febbraio 2022

Classe dei miserabili e degli indigenti - 1887


C
lasse dei miserabili e degli indigenti nel municipio di Pescaglia (LU) anno 1887


 

 

Municipio di Pescaglia

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Il Sindaco del Comune suddetto

Certifica

Che omissis Speranza del fu Marco moglie di omissis Ermete nata a Pascoso e domiciliata a S. Rocco in Turrite non trovasi inscritta nei Ruoli dei contribuenti all’ imposte di questo Comune ed appartiene alla classe dei miserabili.

Rilasciato per l’ammissione al gratuito patrocinio.

Pescaglia li 26. Giugno 1887

                                                                       Il Sindaco

 

 



Municipio di Pescaglia

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Il Sindaco del Comune suddetto

Certifica

Che omissis Maddalena fu Marco di Pascoso non trovasi inscritta nei Ruoli dei contribuenti all’ Imposte di questo Comune, ed appartiene alla classe degli indigenti.

Rilasciato per l’ammissione al gratuito patrocinio.

Pescaglia li 21. Giugno 1887

                                                                              Il Sindaco

 

domenica 13 febbraio 2022

domenica 6 febbraio 2022

IL CARDELLINO E LA PASSERINA, Canzonetta “osè” pubblicata il 1894

IL CARDELLINO E LA PASSERINA, Canzonetta “osè” pubblicata 

il 1894.

 

La canzonetta “IL CARDELLINO E LA PASSERINA”, è stata scritta da Cesare Paolini a 

fine ‘800, membro della Accademia degli Intronati di Siena con il soprannome di “ Ciccio 

Sodo”. 

L’Accademia degli Intronati fu costituita nel 1525 ed assunse questo nome a significare il

 desiderio dei fondatori di ritirarsi dai rumori del mondo, dai quali erano come sbalorditi

 (intronati), per dedicarsi alle commedie e agli studi di lingua e letteratura.

 

    

Dettagli:








 

domenica 26 dicembre 2021

LE TESTE DI VITTORIO EMANUELE II°, CAVOUR, MAZZINI …. SULLA FACCIATA ROMANO-GOTICA DI S: MICHELE IN LUCCA.


 

LE TESTE DI VITTORIO EMANUELE II°, CAVOUR, MAZZINI …. SULLA FACCIATA ROMANO-GOTICA DI S. MICHELE IN LUCCA.


  • La chiesa di San Michele, nel centro storico di Lucca, dove sorgeva il Foro Romano, è documentata per la prima volta nel 795, ma la chiesa attuale è stata eretta a partire dal 1070 per volere del papa Alessandro II° . Il lungo protrarsi dei lavori ha conferito all'opera motivi gotico- romanici.

  • Nel 1800 la facciata presentava un forte deperimento e tra gli elementi marmorei più degradati, o addirittura mancanti, figurano le teste poste sugli architravi e sulla congiunzione degli archivolti. Per questo viene incaricato nel 1859 per il restauro l’architetto lucchese, Giuseppe Pardini, che scrive: “ ….mancano teste umane di soggetti storici in quel monumento, vi è un perfetto oblio dell’esistenza di quei soggetti. Chi devo collocare io lassù, delle teste chimeriche, o dei fantocci insignificanti, o devo piuttosto seguire il concetto dell’architetto di aggiungere interesse al monumento coll’effigiarvi dei soggetti storici contemporanei? ….” Il Pardini sceglie di reintegrare le parti mancanti con quelle di figure politiche del Risorgimento e così appaiono le teste di Vittorio Emanuele II, di Camillo Benso conte di Cavour, di Pio IX, di Garibaldi, di Mazzini etc., accanto a Santa Caterina, S. Agostino, Dante Alighieri, Crisoforo Colombo etc.

 

 

Particolare: testa di Vittorio Emanuele II° con la corona ferrea.





sabato 20 novembre 2021

ESENZIONE DAL SERVIZIO MILITARE IN OCCASIONE DELLA III° GUERRA D' INDIPENDENZA (1866)

  ESENZIONE DAL SERVIZIO MILITARE IN OCCASIONE DELLA III° GUERRA

 D' INDIPENDENZA (1866)

 

La “guardia nazionale italiana” è stata una formazione militare del Regno d’Italia, che fece parte dell’esercito regio. Questo corpo militare fu impiegato principalmente per reprimere il brigantaggio del Meridione, ma fu anche utilizzato nella terza guerra d’indipendenza del 1866. La formazione militare venne sciolta nel 1876.

L’organizzazione prevedeva che in ogni comune dovessero essere formate  le liste dei cittadini dotati di censo e di età compresa tra i 21 e i 55 anni, alle quali potevano essere ammessi come volontari anche i giovani tra i 18 e i 21 anni con l'autorizzazione dei genitori. Le liste erano esaminate dal consiglio di ricognizione, convocato e presieduto dal sindaco, che esaminava gli elenchi affissi nel comune; venivano poi formati i ruoli, iscrivendovi per primi i volontari. Gli ecclesiastici non erano chiamati al servizio.

Anche nella “Comunità del Borgo a Mozzano” (Lucca), nel corso della III° guerra d’indipendenza, il sindaco dispose l’elenco dei componenti il “contingente dei militi mobilizzabili” e nel contempo inviano comunicazione scritta ai soggetti componenti, come sotto riportato a Iacopo Cristofanini.

Li 27 Luglio 1866

Comunità   del Borgo a Mozzano

Oggetto – Guardia Nazionale Mobile

Si fa noto, che il Ruolo del contingente dei militi mobilizzati attribuito a questo Comune, del quale Ella pure fa parte, è stato depositato in questa Sala Comunale con facoltà a chiunque di esaminarlo.

Le si assegna fino al giorno 1 Agosto prossimo di affacciare, se mai, i motivi di dispensa e di riforma a questo Consiglio di Ricognizione, cui, a senso dell’Art. 4 del Regolamento 31 Luglio 1862, spetta di pronunciare in prima istanza. Trattandosi poi di riforma per fisiche imperfezioni dovrà presentarsi a questo Ufficio Comunale la mattina del 2 agosto a ore 8 per essere sottoposto alla visita medica; prevenendola, che in caso di sua non comparsa sarà ritenuto abile, e come tale definitivamente designato a far parte del contingente surriferito.

                                                                                                        Il Sindaco

                                                                                                                             A. Benedetti

Al milite mobilizzabile: Sig. Cristofanini Giacomo fu Carlo - Borgo S. Iacopo

 

 Il Cristofanini era stato riformato nella visita effettuata nel 1861, come attestato dal documento sotto riportato.

Prefettura di Lucca

Reclutamento militare

Certificasi, per la verità, che fatti gli opportuni riscontri, il giovane Cristofanini Iacopo del fu Carlo e di Pellegrini Maria, nato il 18 Agosto 1837 compreso nella Leva Militare dell’Anno 1856 pel Circondario di borgo a Mozzano estrasse il N. 54 e che a questo Consiglio Compartimentale di Arruolamento fu esentato dal Servizio Militare per sovrapposizione del dito mignolo del piede destro con decisione de’ 31 Marzo 1857.

Lucca li 18 Dicembre 1861

Visto pel Prefetto Il Segretario del Consiglio

 In forza del certificato in cui sopra la Prefettura di Lucca dichiara esenta definitivamente il Cristofanini dal servizio militare.

Prefettura di Lucca 

 Reclutamento Militare

Certificasi  per la verità che fatti gli opportuni riscontri, il giovane Cristofanini Iacopo del fu Carlo, e di Maria Pellegrini, nato il 18 Agosto 1837 compreso nella Leva Militare dell'anno 1856 pel Circondario di Borgo a mozzano estrasse il N° 54 e che da questo Consiglio Compartimentale di Arruolamento fu esentato dal Servizio Militare per sovrapposizione del dito mignolo del piede destro, con decisione del 31 Marzo 1857.

Lucca li 18 Dicembre 1861.

Visto pel Prefetto assente                                 Il Segretario del Consiglio

domenica 31 ottobre 2021

"LA MI' PISA" - A me cosa m’importa ‘he ci sia Roma, Parigi, Londra, u’ Argentina - Poesia in vernacolo di Archimede Bellatalla

Poesia inedita scitta da Archimede Bellatalla e riportata nel fascicolo di dediche al prof. Francesco Maria Pellegrini di Borgo a Mozzano (Lu) in occasione del pensionamento.
 

                                   Archimede Bellatalla                                Francesco M. Pellegrini

Archimede Bellatalla (Pisa 1/1/1876 - Pisa 3/3/1935) da giovane scrisse sonetti in vernacolo pisano per poi dedicarsi all'insegnamento. Le sue poesie compaiono in molte biblioteche. 

"Permetta, caro Professore, che Le dedichi alcuni miei poveri versi scritti molti anni fa or sono (portano la data del 20 aprile 1908!) inediti e mai, sotto nessuna forma, resi pubblici.
Roba vecchia, dunque, ma nuova!
Tentai in quell’epoca della poesia in “lingua vernacola” come già precedentemente avevo fatto nella “Sera2 e nel “Sabato sera” del mio antico “Doppo Cena” abbandonando questa volta, oltre il dialogo, anche l’usatissimo sonetto, ma non so quanto vi sia riuscito come non so quanto il vernacolo pisano si presti a simili forme di sapore troppo letterario.
Comunque è una primizia che Le offro vecchia ma pur sempre primizia e spero che la gradirà:

La mi’ Pisa

A me cosa m’importa ‘he ci sia

Roma, Parigi, Londra, u’ Argentina!….

Io ci anderei ma per ritorna’ via…

Pisa glié più bellina!

*

In qué paesi di gran movimento,

U dove la notte – dice – è come ‘r giorno,

Io ci anderei, ma per divertimento,

Coll’andata e ritorno!

*

Qui ‘r rumore ‘un nu’introna ‘n der cevello…

Gosta più questa ‘arma e questa pace! …

Der resto nun è bello ‘ver che è bello

E’ bello ‘ver che piace!

*

E di Pisa mi piace tante ‘ose …

Belli ‘ Lungarni ar fresco di mattina,

Belle le fabbrihine appetitose,

La ‘hiesa della Spina;

*

Belli ‘ Lungarni ‘n dell’inverno ar sole,

Splendidi poi la sera ‘illuminati,

Specie d’estate ‘vando, a buio, chi pòle

Sbafa ar fresco’ gelati!

*

Er Dòmo, er Campanile, ‘r Battistero

E’r Camposanto! …. dove glien più belli ?!

Si po' girà magari er mondo intero

Ma non ce n’è come quelli!

*

E così San Francesco, e’ ‘Avalieri

E tanti posti antii che per lodalli

Basta refrette’ a quanti forestieri

Ci vien per visitalli!

*

Se dovessi un bèr giorno marcià via

Per accasammi in qualsisia paese

Farei chi sa mai ‘vale eculomia

Per tornarci ugni mese.

*

Le vedute più belle, er panorama

Ner portafogli, ‘n tasca, le terrei,

Come er damo ‘r ritratto della dama,

E me le goderei.

*

E ner guardalle mi dirrei ostinato:

Se Dio mi dà salute e avrò de’ bicci,

Son sempre stato a Pisa, ci son nato

Vò invecchiacci e moricci!

 

martedì 28 settembre 2021

“ … e vedo sei giocare al tavolino ...” : Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Mazzini, Napoleone, il Papa.

“ … e vedo sei giocare al tavolino ...” : Vittorio Emanuele II,

 Cavour, Garibaldi, Mazzini, Napoleone, il Papa

La composizione sotto riportata è opera di Luigi Prosperi, conosciuto come “il Chioccoron” (in dialetto toscano “ duro di comprendonio”), nato nel 1832 a Careggine, comune della Garfagnana in prov. di Lucca. A scuola dimostrò una straordinaria abilità nel comporre versi, ma per le condizioni economiche della famiglia dovette abbandonare presto gli studi. Tuttavia per la sua innata dote, scrisse molte poesie in ottava rima”, che è il metro usato fin dal trecento, forse per la prima volta dal Boccaccio, e in seguito utilizzato dai poeti estemporanei fino ai giorni nostri.

Il Sogno Felice” porta l’autore in cielo, sollevato da un Angelo. In paradiso il Chioccorone vede intorno a un tavolo a giocare Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Mazzini, Napoleone (III°) e il Papa (Pio IX°), ma a uno squillo di tromba S. Pietro fa entrare un battaglione di militari italiani guidati dal Tenente Colonnello De Cristoforis,

L’Italia aveva iniziato a penetrare nel corno d’Africa dal 1882, ma trovò l’ opposizione degli Abissini, governati dal Negus Giovanni IV°, e il battaglione fatto entrare da S. Pietro è quello sconfitto a Dogali nel 1887, comandato dal suddetto Tenente Colonnello, caduto eroicamente nella battaglia.

Alla notizia della sconfitta subita dalle truppe italiane in terra d’Africa alcuni personaggi intervengono:

- Garibaldi: “ … A me spetta questi vendicare, io domerò dell’Africa il fellone (Negus) …”

- Vittorio Emanuele II°: “… Dispacceremo al General Cialdini che lui si mova contro il Re Giovanni ...

- Cavour: “ ... dove è andato il mio cervello? Io che voleo il confin degli Italiani. Si mandano a morir fra gli Africani ...

La poesia termina dopo il ritorno del poeta nel suo letto sulla terra e le scuse rivolte al lettore: “ … Perdonate signori l’ardimento se errore feci mi sia perdonato, se non dotò natura il mio talento, lo studio in fanciullezza mi è mancato; così darò la fine all’argomento lasciandovi il mio nome ed il casato: il qual mi firmo colla mente umana, son Prosperi Luigi in Garfagnana.

I versi salaci e irriverenti verso le autorità procurarono al poeta denunce e fu addirittura arrestato proprio per la poesia sotto riprodotta.

 

 
 

Nota: la scrittura a matita è per mano del prof. Francesco Pellegrini, formatore dell'archivio della famiglia Pellegrini di Borgo a Mozzano.